La banda della Ritmo viola “precursore” dell’Audi gialla

foto dal web
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Mentre la caccia ai “banditi” dell’Audi gialla va ancora avanti, dopo gli sviluppi delle ultime ore, il gruppo che in qualche modo li aveva anticipati – ma suscitando molto meno clamore mediatico – è stato acciuffato. Stiamo parlando della banda della Ritmo viola, autrice di ben quattro colpi la scorsa estate nel Nord Italia.

 

 

La firma e la condanna

Avevano trasformato la vecchia auto del nonno (naturalmente ignaro) di uno di loro in un mezzo per eseguire i loro “colpi”, ma dopo sei mesi di ricerche e indagini sono stati presi. La Ritmo viola in questione ha tradito una banda di rapinatori accusata di aver commesso quattro colpi, tra luglio e agosto, in distributori di benzina sull’Autostrada A55. Emanuele Mirabella, 45 anni e Vincenzo Di Bari, 35 anni, residenti a Torino erano già stati arrestati a settembre dopo una tentata rapina in banca.

La stessa auto è stata identificata dalla squadra di polizia giudiziaria della stradale di Torino che indagava sulle rapine nei distributori di benzina. Gli investigatori, coordinati dal pm Enrico Arnaldi di Balme hanno identificato anche un terzo uomo, un rumeno di 21 anni, sottoposto all’obbligo di firma, mentre Mirabella e Di Bari sono rispettivamente in carcere e ai domiciliari.

Con il volto coperto da un cappuccio e armati di pistola giocattolo, si facevano consegnare l’incasso prima di fuggire a bordo dell’auto che è stata riconosciuta nei filmati delle telecamere di sorveglianza. Le intercettazioni e l’analisi dei tabulati telefonici hanno confermato la presenza dei rapinatori alle pompe di benzina nelle date dei colpi.

I precursori dell’Audi gialla si sono serviti di un’auto fuori produzione da 27 anni, ma quella che era la loro “firma” ha finito per essere la loro condanna.