Moto3, Nicolò Bulega: “Ogni GP sarà come una finale!”

Nicolò Bulega
Nicolò Bulega

Dopo la vittoria al CEV Nicolò Bulega approda nel Motomondiale con i panni del campione e si appresta a vivere la nuova avventura nel Motomondiale. Il 16enne pilota emiliano, allievo della VR46 Riders Academy, si racconta in un’intervista a Tuttomotoriweb a poche settimane dai primi test a Valencia di Moto3.

D. Com’è stata l’esperienza del CEV, quali insegnamenti hai tratto da un campionato difficilissimo e cosa si prova a vincere in terra spagnola?

R. La stagione passata è stata davvero intensa dal punto di vista emotivo. La corsa per il titolo nel Mondiale Junior, l’interesse di Valentino e di Sky affinché avessi un’opportunità nel Motomondiale, la wild card a Valencia con lo Sky Racing Team VR46 e la vittoria del campionato una settimana dopo. Sono state tutte emozioni indimenticabili. L’esperienza al CEV mi ha insegnato moltissimo, la competizione tra giovani piloti che vogliono emergere è alta, così come il livello di preparazione. Essere riuscito a vincere in Spagna è motivo di orgoglio per me, ma adesso mi aspetta un’altra importante avventura e ricomincerò da capo per migliorare ancora e crescere in un campionato difficile come quello della Moto3.

D. Da quest’anno lo Sky Racing Team VR46 ha allestito una terza moto, un evento abbastanza raro nel Motomondiale. Una bella soddisfazione ma anche una responsabilità in più…?

R. Sono contento di iniziare questa nuova avventura con lo Sky Racing Team VR46, ci sarà molto da imparare in un team così collaudato e in un campionato tanto competitivo. La squadra di cui farò parte è già un punto di riferimento per i giovani piloti come me, che sognano di crescere a partire dalla Moto3. L’esempio di Valentino è un modello per tutti noi, quindi non posso che essere entusiasta. Non vedo l’ora di iniziare, l’obiettivo è quello di fare bene gara dopo gara, correndo ogni GP come fosse una finale.

D. La Ktm ti accompagnerà nella tua prima stagione in Moto3: come ti trovi su questa moto e quali sono i tuoi obiettivi?

R. Ho avuto modo di correre su KTM già nella passata stagione, sviluppando la moto che correrà nel 2016. La base è sicuramente buona, poi insieme al team lavoreremo sodo per ottenere il massimo della prestazione e raggiungere i nostri obiettivi, uno su tutti quello di crescere e fare bene in questa categoria.

D. Come procede la preparazione e qual è il consiglio che Valentino Rossi ti ripete più spesso? Capita di allenarti anche con tuo padre?

R. La preparazione procede bene, tra sedute di allenamento in palestra e in moto al Ranch a Tavullia. Valentino è l’idolo di tutti noi, mi ha insegnato soprattutto a non mollare mai e a essere umili. Al Ranch, quando ci alleniamo insieme, è sempre il primo a iniziare e l’ultimo a smettere. Devo molto a lui, non solo per l’esempio che è: entrare a far parte della sua VR46 Riders Academy è stato un privilegio, non smetto mai di ritenermi fortunato e dare il meglio di me per sfruttare al massimo questa grande opportunità.
La prima e l’ultima volta che mi sono allenato con mio padre è stato per scommessa. Da bambino morivo dalla voglia di girare con lui, così un giorno nel 2010, quando ancora correvo con le MiniGP 50, gli ho detto: “Se faccio la pole entri in pista con me”. Eravamo sul circuito di Adria, feci la pole e vinsi anche la gara. È dovuto entrare in pista con un 1000. Ero molto felice.

D. Quando non vai in moto come ti piace trascorrere il tempo libero?
R. Facendo quello che può amare un ragazzo di 16 anni. Solo con un bel po’ di tempo libero in meno a disposizione… ma quando posso, mi piace stare con gli amici, divertirmi con loro giocando alla play station, andare al cinema e ascoltare musica commerciale e pop.

Luigi Ciamburro