Audi gialla: caccia aperta ai banditi del Nord-Est

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L’Italia dà la caccia a quella che sembra un’automobile impossibile fermare, l’ormai famosa Audi gialla. Per ora si sa solo che a guidarne i movimenti sono tre i “banditi”, forse armati che hanno seminato il panico sulle strade del Nord-Est, percorrendo cinque chilometri contromano sul Passante di Mestre alla velocità di 150 Km/h. Ancora nessuna traccia dell’auto con targhe ticinesi che sfreccia all’impazzata facendosi beffe della polizia, ma il Web si mobilita…

 

Un paese in ostaggio

Se le forze dell’ordine di Veneto e Friuli Venezia Giulia sono alla ricerca disperata della RS4 da 300 Cv rubata giorni fa a Malpensa a un cittadino russo residente a Lugano,  che ha causato un incidente mortale in cui ha perso la vita una donna, anche il web si mobilita per tentare di aiutare in ogni modo gli inquirenti ad acciuffare la banda dell’Audi gialla.

Per acciuffare i fuggiaschi, secondo la stampa italiana, la polizia di Stato avrebbe pure impiegato una delle Lamborghini Huracan in dotazione. Notizia però smentita da fonti della polizia stessa, le quali, citate dal Giornale di Vicenza, spiegano: “Le Lamborghini esistono, ma sono impiegate per il trasporto di organi per trapianti. Mai è successo che vengano usate per una caccia al ladro”.

Intanto, la notizia ha scatenato una vera e propria psicosi collettiva su Internet. Allo scopo di diffondere quante più novità possibili sul caso, infatti, in Rete sono nati come funghi eventi e gruppi Facebook dedicati, pubblici e privati, dove protagonista è il passaparola, nella speranza che qualunque segnalazione possa rivelarsi risolutiva.

E’ il caso, per esempio, di “Audi Gialla Vs Italia”, gruppo che nelle intenzioni dei suoi amministratori si propone di “dare un contributo da parte di noi cittadini alle forze dell’ordine per la cattura dell’audi gialla, con segnalazioni, avvistamenti e tutto quello che può essere di aiuto”.

Ma non è il solo: da ‘Segnalazioni Audi gialla‘ (il più cliccato, con oltre 4mila adesioni) passando per ‘Caccia all’Audi gialla‘ fino ad arrivare a ‘Fermiamo i banditi dell’Audi gialla‘, sono decine i cittadini scesi sulla piazza virtuale per contribuire alla causa. E chissà se, tra un falso allarme e un post di denuncia sulle condizioni delle forze dell’ordine italiane, non sarà proprio il web a mettere la parola fine alla folle corsa dei banditi.

 

Un giallo nel giallo

Poco fa si è appreso che A.P., l’albanese di 32 anni che si era consegnato spontaneamente col suo avvocato in questura a Torino per chiarire la sua posizione, sarà espulso. Il suo volto era stato associato a quello di uno dei ricercati per la vicenda dell’Audi gialla, ma nella notte tra sabato e domenica l’uomo, arrivato da Forlì, aveva voluto porre rimedio a quello che ha definito un errore: “Quello non sono io, vi provo la mia innocenza”. La polizia ha accertato che l’uomo non può avere responsabilità nelle rapine compiute in Veneto, è sempre stato a Torino, ma è risultato privo di permesso di soggiorno: così è finito al Cie e ora sarà espluso.