F1, Jenson Button: “Honda farà grandi cambiamenti”

Jenson Button
Jenson Button (© Getty Images)

Jenson Button ritiene che le sfide in pista in Formula 1, l’esperienza nel team McLaren e l’ultima difficile stagione con il motore Honda possano essere il giusto incentivo ad affrontare una nuova stagione e il ritorno della scuderia britannica ai livelli che gli competono.

Il 2015 è stato un duro colpo per il team McLaren e i risultati finali parlano chiaro: 16° posto per Jenson Button, 17° per Fernando Alonso. Dopo il ritorno nel Circus della Honda come fornitore di motori la monoposto è divenuta inaffidabile. Solo un anno prima il pilota inglese aveva concluso il Mondiale al 6° posto, poi una sfilza di problemi ha reso la vita molto difficile.

Il campione del mondo 2009 ha fatto peggio solo nel 2001 con la Benetton, quando racimolò appena due punti, poi nel 2007 e 2008 proprio con la Honda, rispettivamente con 6 e 3 punti complessivi. I peggiori anni della sua lunga carriera (iniziata nel 2000 e che lo proiettano tra i piloti di maggior esperienza della storia), ma solo un anno dopo con la Brawn si mostrò al mondo come il pilota più veloce al mondo.

“I piloti di Formula 1 raggiungono punti diversi della loro carriera e con le squadre che sono competitive o non competitive Per me è stata meno competitiva. La prima volta che si vince una gara, per me significa molto di più perché abbiamo lavorato così duramente per arrivare lì e ci sei arrivato attraverso il dolore e la lotta”. Jenson Button ad ‘Autosport’ ricorda la sua prima vittoria nel GP d’Ungheria del 2006 con la Honda: “E’ molto speciale quando si vince, non ho mai visto così tanti adulti piangere come quando ho vinto nel 2006”.

Ma la storia insegna che non si può essere sempre al vertice, la vita e lo sport sono fatti di alti e bassi. Sono i momenti difficoltà a far emergere i tratti distintivi del vero campione: “Non è bello attraversare questi periodi difficili, è dura. A nessuno di noi piace, ma sono necessari a volte per imparare a capire chi sei veramente come pilota, ma anche come essere umano”.

Il 35enne pilota della McLaren sa che tornare sul podio sarà un’impresa difficilissima, ma guarda con ottimismo al lavoro dell’azienda giapponese che ferita nel proprio orgoglio saprà reagire ed essere competitiva a breve termine: “E’ stata una stagione molto difficile, ma sono molto positivo, lavorano a pieno ritmo e faranno grandi cambiamenti sia sulla meccanica che sull’aerodinamica”.