Autovelox nascosti, multa valida se c’è la segnaletica apposita

Autovelox e tutor
Autovelox (Foto dal web)

Gli autovelox nascosti per molti automobilisti sono un vero e proprio incubo e sono in molti ad aver ricevuto multe per eccesso di velocità, rilevato proprio da questi appositi apparecchi a volte posizionati in maniera poco visibile per chi transita sulla strada.

Tanti sono stati i ricorsi contro le sanzioni comminate per aver superato il limite di velocità consentito individuato da quegli strumenti tecnologici occultati con furbizia dalle autorità. Ma una recente sentenza emessa dal Tribunale di Caltanissetta ha stabilito che la multa è valida se l’autovelox è stato appositamente segnalato come prescrive il Codice della Strada. E’ necessaria dunque la presenza del cartello che indica “Controllo elettronico della velocità” prima del punto in cui è posizionato il dispositivo.

E’ la presenza o meno della segnaletica richiesta a fare la differenza dunque. Una multa può essere annullata se essa è assente, basta rivolversi al Giudice di Pace. Sia per gli autovelox che per tutor, telelaser e altri congegni di rilevazione della velocità il Codice della Strada chiarisce che la loro presenza deve essere “preventivamente segnalata e ben visibile, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi”. Non conta se è segnalata o meno la presenza delle pattuglie, conta quella degli strumenti elettronici citati.

Ci si interroga su quale debba essere la distanza tra l’autovelox e la segnaletica e a tal proposito il Tribunale di Caltanissetta non ha espresso una misura precisa, limitandosi che il cartello va posto “con adeguato anticipo rispetto al luogo ove viene effettuato il rilevamento della velocità, e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento”. A fare chiarezza interviene, però, una circolare del Ministero degli Interni nella quale viene stabilito che la distanza minima deve essere di 400 metri. Nel caso fosse inferiore, la multa sarebbe impugnabile.

Sempre il Ministero dell’Interno con una direttive del 2009 ha previsto che le postazioni “fisse” (cioè con dispositivo installato permanentemente, senza bisogni di pattuglia presente) devono essere rese visibili con un’apposita colorazione o con il segnale che indica il corpo di polizia, mentre per quelle “mobili” (dunque quelle temporanee presidiate dagli agenti) occorre che ci sia un veicolo di servizio con i colori istituzionali o un’auto-civetta con lampeggiante blu o col segnale del corpo.

C’è infine da segnalare che per gli autovelox mobili è necessaria una precisa taratura che deve poi risultare da certificato o verbale. Il cittadino può anche richiederlo, e se la documentazione è assente, la multa è nulla.