Toto Wolff: “21 GP sono tanti, sostituzioni in Mercedes”

Nico Rosberg, Toto Wolff e Lewis Hamilton
Nico Rosberg, Toto Wolff e Lewis Hamilton (© Getty Images)

Toto Wolff sta pensando a rinfoltire le fila del team Mercedes AMG Petronas per affrontare al meglio il Mondiale 2016 di Formula 1, che da quest’anno conterà 21 anzichè 19 Gran Premi. In un’intervista ad Autosport il boss della scuderia iridata ammette di essere preoccupato per la tenuta fisica e mentale dei membri della scuderia.

Sarà una stagione di Formula 1 più lunga del solito con due tappe in più rispetto all’anno scorso, mettendo a dura prova la resistenza di tecnici, ingegneri, meccanici e altro personale che lavorano ai box e negli spostamenti da un angolo all’altro del mondo. “Ci sono pro e contro ad avere più gare – ha spiegato Wolff – dal punto di vista del detentore dei diritti commerciali tutto questo significa più reddito, più copertura mediatica e seguito di pubblico, magari non è il massimo per l’esclusività del prodotto… Bernie redige il calendario e le entrate sono cresciute per i team nel corso degli anni, questa sicuramente è la cosa più importante”.

Bisognerà prestare attenzione all’organizzazione “perché con 19 gare abbiamo già visto dei limiti mentali e fisici della squadra. Quindi siamo di fronte a varie ipotesi su come possiamo sopravvivere per 21 gare, perché io non sono sicuro che possiamo far fronte a 21 GP con l’attuale squadra. Quindi – ha aggiunto Toto Wolff – stiamo guardando a come possiamo ottimizzare il viaggio, il volo, il resto, forse con un cambio turno per i ragazzi che lavorano più duramente”.

Ma alcune mansioni non potranno essere sostituite da altri membri che non partecipano a tutte le gare, quindi alcuni dubbi restano, soprattutto nel finale di stagione, quando le gare diventeranno più serrate: “Ci sono molte persone che non si possono davvero cambiare perché sono le migliori. Voglio solo proteggere la squadra – ha concluso il team principal della Mercedes -, proteggere le persone e dovremo vedere cosa possiamo fare per renderlo più efficace, ma anche realizzabile”.