Luca di Montezemolo: “Da Ferrari mi aspettavo un ringraziamento”

Luca Cordero di Montezemolo
Luca di Montezemolo (© Getty Images)

Luca Cordero di Montezemolo è stato presidente della Ferrari dal 1991 al 2014, fino all’ingresso della nuova “amministrazione” guidata da Sergio Marchionne. I deludenti risultati in Formula 1 hanno spinto ad una sterzata e a spingere verso una rivoluzione interna, a cominciare dai vertici della casa di Maranello. A distanza di tempo l’ex boss della Rossa afferma: “Mi aspettavo almeno un ringraziamento”.

Il 68enne imprenditore di origine bolognese da oltre 15 mesi è fuori dal team Ferrari, ma dimenticare un’esperienza del genere, tra l’altro prolungatasi per oltre un ventennio, è difficile. Certi amori non muoiono mai e Luca di Montezemolo si sente inevitabilmente ancora legato al team del Cavallino Rampante, nonostante un nuovo prestigioso impegno in veste di presidente del comitato promotore dei Giochi Olimpici di Roma 2024 e di Alitalia.

“Seguo naturalmente ancora le gare, con grande passione. 30 anni alla Ferrari, vale a dire: ho trascorso quasi metà della mia vita a Maranello, qualcosa che non dimenticherai mai”, ha detto l’ex presidente di Maranello in un’intervista riportata da Speedweek. La separazione avvenuta nel settembre del 2014 è stata per alcuni una sorpresa e molti si aspettavano un ruolo attivo di Montezemolo dopo la fusione tra Fca e Chrysler.

Ma il rapporto tra Sergio Marchionne, John Elkann e Luca di Montezemolo si era raffreddato in maniera irreversibile. E quest’ultimo sembra sia stato messo in disparte in maniera categorica e quasi radicale: “Quando la Ferrari nel mese di ottobre del 2015 è andata in pubblico e ha presentato i loro risultati, 23 su 24 anni di lavoro erano frutto del lavoro dei miei collaboratori e mia. Così mi sarei aspettato da parte dei proprietari almeno un ringraziamento ufficiale – ha confessato l’ex presidente della Casa di Maranello -. Non mi aspettavo nessun regalo, anche se la società è stata valutata 9,8 miliardi di dollari, ma almeno un grazie”.