MotoGP, Marc Marquez fa autocritica: “Mi serve più esperienza”

Marc Marquez
Marc Marquez (©getty images)

Dopo la delusione del 2015, Marc Marquez si affaccia sulla nuova stagione della MotoGP con tutta la modestia e l’umiltà di cui è capace. “Ho ancora bisogno di capire qual è la giusta linea”, confessa il Fenomeno di Cervera alla vigilia di un’altra avventura a caccia del titolo iridato della classe regina.

La priorità per il fuoriclasse spagnolo della Honda è far tesoro degli errori commessi lo scorso anno per tornare a vincere come e più di prima. A suo dire, le premesse per fare bene ci sono tutte. “Nella seconda metà della stagione, la moto andava già meglio – racconta Marquez in un’intervista a Speedweek – . Abbiamo fatto aggiustamenti sull’elettronica, il telaio e l’equilibrio. Ciò ha comportato un miglioramento, ma non è certo sufficiente. Ma sono fiducioso per il 2016 perché ho un team come la Honda dietro di me. E vi prego di sottolinearlo”. I tempi in cui il Cabroncito si lamentava del motore aggressivo e la mancanza di stabilità del telaio Honda sembrano ormai lontani…

Per definire la Casa giapponese, a Marquez basta un solo aggettivo: “E’ grande”, dice, spiegando che “quando si vince tutto va bene. Ma se sorgono problemi, tutti cercano di aiutarsi a vicenda. Questo è molto importante”. Insomma, “la Honda è la Honda, e nel 2016 dovremmo avere un buon pacchetto”, anticipa il centauro 22enne.

 

La giusta linea

Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, il 2015 è stato (almeno nella sua prima metà) un annus horribilis per Marc Marquez. Con le sei cadute di cui è stato protagonista, ha dovuto rinunciare al sogno del titolo iridato, accontentandosi del terzo posto nella classifica finale, dietro ai rivali della Yamaha Jorge Lorenzo e Valentino Rossi.

Paradossalmente, a indurre in errore il Fenomeno di Cervera è spesso la sua ottima forma fisica e psicologica. “La mia volontà può essere un punto di forza, ma anche una debolezza”, ammette Marquez sempre a colloquio con Speedweek. “Do sempre dare il cento per cento, anche se la moto su qualche circuito crea problemi”, precisa, perché “voglio salire sul podio e vincere”.

Ma l’ambizione può essere un’arma a doppio taglio. “E’ uno dei miei punti di forza – prosegue il pilota – , perché a volte riesco a vincere una gara che altrimenti chiuderei al 3° o quarto posto. Ma ho ancora bisogno di capire meglio qual è il confine da non superare”. Non sempre la vittoria va inseguita a tutti i costi: “A volte è più importante prendere i punti necessari. Ma io ho ancora difficoltà a ragionare così. Mi serve più esperienza”, conclude.