MotoGP: Hervé Poncharal spiega come “domare” Valentino & Co

Hervé Poncharal (© Getty Images)
Hervé Poncharal (© Getty Images)

 

Quanto pesa la gestione dei piloti della MotoGP per evitare le ostilità e tensioni all’interno del team? Hervé Poncharal conosce la risposta. Un team è come una grande famiglia, dice, e a volte c’è bisogno di qualcuno che moderi gli animi…

 

Quando è troppo è troppo

Hervé Poncharal, “boss” del team Tech3 capo, ci tiene a fare una doverosa premessa. “Vorrei iniziare con il fatto che ho grande rispetto per i piloti – dice a Speedweek.com – . Resto sempre affascinato da quello che fanno. Dall’inizio alla fine di una gara ho la pelle d’oca, perché le loro imprese sono davvero eccezionali. Sono degli eroi. Sono come Superman. Questo è chiaro e molto importante”.

Detto questo, il manager francese sa bene che dietro al successo dei piloti c’è anche il lavoro di tante persone, e vuole che loro stessi ne siano consapevoli. “Per essere in grado di fare quello che fanno, e per gestire la loro vita, hanno anche bisogno dell’Associazione di categoria, dei promotori, dei team, degli sponsor e via – fa notare Poncharal – . Da soli non sarebbero in grado di farcela. Si tratta di uno sport individuale, ma molte persone lavorano duramente per metterli in condizione di esprimere il loro talento”.

Purtroppo, non tutti i piloti si mostrano riconoscenti da questo punto di vista. “A mio modo di vedere, a volte sono troppo viziati – conferma Poncharal – . Penso che a un certo punto dovremmo spiegare loro molto garbatamente, e senza alcun rancore, come stanno le cose: ‘Siete qui perché siete i migliori. Siete qui perché siete grandi. Siete come Superman. Ma avete bisogno di tante altre cose e persone per poter mostrare il vostro talento'”.

Sembra una cosa facile, ma non lo è affatto. “E’ un ragionamento difficile da spiegare senza ferire certe persone nel loro orgoglio – sottolinea il manager francese – . Occorre rispettare i piloti, ma anche richiamarli al rispetto per la squadra”. “Per me è più facile – aggiunge – perché i miei piloti non sono megastar come Valentino Rossi e Marc Marquez. Cerco di vedere la mia squadra come una famiglia. Un team-famiglia”.

E in una famiglia, si sa, la cosa più importante è il dialogo. “Dico sempre ai miei piloti: ‘Fate il vostro dovere, cercate di ottenere il miglior risultato possibile e trattate pure il vostro team mate come il primo avversario da sconfiggere, ma ricordate che fate parte di una squadra”, racconta Poncharal.

Chissà se, dopo il burrascoso finale di stagione 2015 della MotoGP, i protagonisti del Motomondiale sapranno far tesoro delle sue parole. “E’ bello avere delle superstar in squadra, perché sono loro la forza trainante del Campionato – osserva a tale riguardo Poncharal – . Vale, Marc, Jorge e compagnia bella. E’ la tensione tra loro a rendere la Coppa del Mondo così spettacolare”. “Ma – conclude – a volte c’è bisogno di dire: ‘Ok, non esageriamo’. O almeno così faccio io”.