F1, botta e risposta Red Bull-Mercedes sui motori

Toto Wolff, Bernie Ecclestone, Chris Horner e Niki Lauda
Toto Wolff, Bernie Ecclestone, Chris Horner e Niki Lauda (©Getty Images)

La partecipazione della Red Bull al campionato 2016 di Formula1 è stata in dubbio per alcune settimane dopo la rottura con la Renault per la fornitura dei motori e le trattative saltate con Mercedes, Ferrari e Honda. La scuderia di Milton Keynes ha poi trovato un nuovo accordo annuale con la casa francese.

Sulla mancata volontà di Mercedes e Ferrari di fornire i propri propulsori turbo alla Red Bull si è detto molto. Nello specifico è stato spiegato che non veniva considerata una buona mossa quella di aiutare una concorrente così pericolosa. In particolare l’accordo tra i tedeschi e la scuderia di proprietà di Dietrich Mateschitz sembrava vicino, ma le cose sono andate poi diversamente.

F1, Chris Horner attacca Mercedes e Ferrari

Chris Horner, team manager della Red Bull, ai microfoni di Motorsport è tornato a parlare dell’argomento narrando come si sono svolti i fatti: “In estate ci sono state molte discussioni, accordi individuali rinnegati e tanta politica. Si può capire che Mercedes e Ferrari non fossero entusiaste di aiutare un competitor, ma non è giusto che che un gruppo di produttori possono stare insieme e dire di essere felici di vedere la Red Bull andare a muro”.

In particolare l’intesa tra il team anglo-austriaco e la Mercedes sembrava veramente ad un passo, ma poi qualcosa è saltato: “Mateschitz è stato coinvolto in prima linea nei negoziati e credeva di avere un accordo – spiega il manager britannico -. Dietrich ha sempre lavorato sulle qualità delle stretta di mano ed è il modo in cui ha gestito la sua attività e la sua vita. Niki Lauda ha provato del suo meglio per farlo accadere e purtroppo Toto Wolff era particolarmente contrario nel vedere il motore Mercedes nella parte posteriore di una macchina della Red Bull”.

Successivamente Cris Horner ha voluto aggiungere che le migliorare prestazioni della monoposto guidata da Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat hanno intimorito Mercedes e Ferrari: “La nostra performance a Spa nel settore centrale sembrava preoccupare alcune persone, mentre discutendo con la Mercedes. E la nostra performance a Singapore ha spaventato totalmente la Ferrari”.

F1, Toto Wolff risponde alla Red Bull

Sempre a Motorsport.com è intervenuto Toto Wolff, direttore esecutivo della Mercedes, fornendo il suo punto di vista sulla situazione creatasi: “Questo è un ambiente opportunista e sono stato sempre chiaro circa la mia opinione.Io prendo come mio obiettivo principale quello di proteggere la squadra e i suoi membri per evitare di essere trascinato in errori a causa delle pressioni politiche. Capisco che a volte il compromesso sia necessario, ma se esso è dannoso per la squadra e tutti i ragazzi e le ragazze qui, io non accetto compromessi. Se la conseguenza di ciò è che vengo attaccato, mi prendo gli attacchi. Per me la cosa importante è che le persone del team sappiano perché sto facendo questo. Lo sto facendo per noi. Non mi interessa degli altri”.

La spiegazione di Toto Wolff risulta completamente chiara ed esauriente. La sua volontà era quella di tutelare la sua scuderia e di non favorire una rivale, che comunque si è messa da sola in quella situazione e ciò va sottolineato. Incolpare Mercedes e Ferrari è sbagliato da parte della Red Bull, che comunque ha ragione solo quando dice che se c’era un accordo di massima andava rispettato, cosa che comunque lei non ha fatto con Renault.