Carlo Pernat: “I fan di Marquez vadano al Mugello”

Carlo Pernat (Getty Images)
Carlo Pernat (© Getty Images)

 

Il “niet” dei fan di Marc Marquez alla sfida del Mugello non va giù a Carlo Pernat, decano degli esperti e degli osservatori della MotoGP. Anche perché l’episodio riporta la memoria del manager genovese a un “fattaccio” risalente a qualche anno fa, con protagonista l’indimenticabile Marco Simoncelli: “Nel 2011 – racconta ai colleghi di Sportal.it – ricevemmo a casa sua una busta con un proiettile e un messaggio che lo invitava a non andare a Barcellona”. Ecco perché è arrivato il momento di dimostrare “che il nostro è uno sport pulito”.

 

Il parere dell’esperto

Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, Carlo Pernat ha avuto nella sua lunga carriera il merito (tra tanti altri) di scoprire e coltivare piloti del calibro di Loris Capirossi e Marco Simoncelli. E proprio di quest’ultimo è tornato a parlare commentando la decisione dei tifosi italiani di Marc Marquez di non andare al Mugello perché non si sentono sicuri.

A colloquio con Sportal.it, il manager ligure ha rivelato un incredibile retroscena riguardante lo sfortunato pilota di Coriano. “”Ho vissuto in prima persona la vicenda di Marco Simoncelli a Barcellona nel 2011, quando ero suo agente, e in quella circostanza addirittura ricevemmo a casa sua una busta con un proiettile ed un messaggio che lo invitava a non andare a Barcellona perché sarebbe potuto succedere di tutto…- ha rivelato Pernat – . Non lo dicemmo subito a Marco, lo facemmo il giovedì, avevamo addirittura la scorta. Questo non è sport, le moto sono sempre state esenti da un discorso di ‘ultras'”.

Di qui la sua esortazione ai tifosi del Fenomeno di Cervera: “Fossi nei tifosi di Marquez – confida Pernat – verrei al Mugello per dimostrare che il nostro è uno sport pulito al di là di quello che può succedere tra i piloti in pista. Chiunque abbia avuto questo atteggiamento minaccioso è meglio che non segua più le moto perché, come si è visto a Valencia, il bello del nostro sport è che poi alla fine della gara i tifosi di Valentino, quelli di Lorenzo e quelli di Marquez giravano insieme senza alcun problema”.

 

Il fattore Rossi

Carlo Pernat ha poi aggiunto che difficilmente Valentino Rossi potrà intervenire nella vicenda per stemperare i toni: “Il discorso relativo a Valentino è molto complesso – ha rimarcato – : per come la vedo io, che mi occupo di motori da una vita, Marquez in Malesia ha fatto una cosa che non avevo mai visto fare a nessuno. Quindi penso che a questo punto, al di là di conferenze stampa sbagliate, la colpa vera sia quella di Marquez. Poi, mi fa ancora più specie il fatto che Marc avrebbe potuto essere l’erede di Rossi, Valentino di eredi non ne avrà mai sia ben chiaro, quanto meno per simpatia modo di proporsi e vittorie, invece così si è giocato il 50% della sua immagine. Quindi che Valentino stemperi i toni non credo sia facile perché non gli è stato consentito di giocarsi il mondiale alla pari”.

Quanto ai rapporti tra il Dottore e il suo team mate Jorge Lorenzo, Pernat si limita a osservare che “come tutti i campioni Valentino ha un grandissimo orgoglio, poi se gli combinano qualcosa di antisportivo è ovvio che lui non ci stia. Però secondo me Lorenzo c’entra davvero poco in tutta questa vicenda: lui in pista non è scorretto, avrebbe potuto vincere il mondiale in ogni caso. Si è trovato un’alleanza a suo vantaggio senza averla chiesta, ne sono convinto”. “I rapporti in squadra fra i due, però, saranno difficilmente appianabili – conclude – , soprattutto dopo quello che Lorenzo ha detto dopo la Malesia…”.