MotoGP, Herve Poncharal: “Lorenzo campione meritato, Valentino incredibile”

Hervé Poncharal (© Getty Images)
Hervé Poncharal (© Getty Images)

Herve Poncharal, boss del team Yamaha Monster Tech3, ha tirato in ballo il finale di stagione MotoGP 2015, dopo le scintille tra Valentino Rossi e Marc Marquez che hanno spinto la Direzione Gara a convocare tutti i piloti prima del GP di Valencia. Un evento che avrà ripercussioni sul regolamento e sul modo di pensare il Motomondiale.

Tre settimane al via, si ricomincia da Sepang con tre giorni di test, un appuntamento importante per team e piloti che dovranno familiarizzare con le gomme Michelin e le altre novità previste dal nuovo regolamento. Ma sarà un Mondiale dove inevitabilmente si proietterà l’ombra del campionato precedente… “Siamo sempre alla ricerca di come migliorare le cose in ogni reparto – ha detto Poncharal a Crash.net -. Credo che questa era la prima volta che Direzione Gara, FIM e Dorna hanno dovuto affrontare un caso così difficile e importante da giudicare. Pertanto hanno deciso che dovrebbero migliorare le cose in futuro”.

Giusto penalizzare Valentino Rossi con l’ultima fila nella gara decisiva per l’assegnazione del titolo iridato? “Per me personalmente la ‘pena’ era giusta. Non è stata eccessiva. Rossi non avrebbe iniziato dal fondo dello schieramento, se non avesse avuto un punto di penalità a Misano – ha proseguito il team principal della Tech3 -. Le penalizzazioni per accumulo punti si applicano a tutti. L’unica cosa in cui credo è che se in futuro potessimo prendere decisioni durante la gara sarebbe molto meglio”.

Dopo la gara di Sepang ci sono state quasi due settimane di interrogativi e suspance, con il ricorso di Valentino Rossi al Tas che ha reso ufficiale la decisione della Direzione di Gara solo il giovedì prima dell’ultima gara. “Secondo me ciò che ha contribuito ad accrescere la polemica è che nessuna decisione definitiva è stata fatta a Sepang. Voglio dire, c’è stata una decisione dopo la gara, poi un ricorso che è stato respinto. Quindi noi non sapevamo nemmeno se Rossi stava per iniziare dall’ultima fila o meno fino al giovedi di Valencia. Tutta questa incertezza – ha sottolineato Herve Poncharal – ha alimentato la polemica e ha reso le cose troppo violente. Ho visto le immagini di inviati e le cose su internet e onestamente è troppo. Non voglio propendere per una parte o l’altra, ma quando si parla di un patto tra Marc e Jorge o vengono raffigurati insieme con un fotomontaggio in una storia d’amore penso che sia mancanza di rispetto. Vediamo se in futuro potremo gestire meglio certe situazioni, ma quando si tratta di Valentino… Lui è così grande, è così famoso, è così potente”.

La decisione di annullare la conferenza pre-gara del GP di Valencia è stata una giusta scelta, visto che gli animi erano bollenti e una rissa era da mettere in conto. E alla fine la vittoria di Jorge Lorenzo sembra aver messo fine ad un capitolo scottante del Motomondiale: “Jorge per me era chiaramente il ragazzo più veloce – ha osservato il boss della Monster Tech3 -. Ma il ragazzo più veloce non sempre vince e ha quasi perso il campionato, perché per essere un campione del mondo è necessario gestire tutto. Questo significa essere molto veloce sul giro singolo, essere veloce per tutta la gara – cosa che egli ha mostrato – ma deve saper gestire anche fattori di pressione esterni come il tempo. Forse questo era il suo ‘punto debole’, ma è chiaro che in termini di velocità e se si guarda a quanti giri ha condotto, quante pole position, il numero di giri più veloci e il modo in cui era in sella quando ha vinto le quattro gare di fila…”.

Ma il capolavoro di Valentino Rossi è indiscutibile: “Penso che Vale ha fatto qualcosa di incredibile, onestamente. Ha 36 anni e mezzo. Per seguire Marquez, Lorenzo – anche Pedrosa e Iannone a volte – è di 10 o 15 anni più vecchio di loro è incredibile. Secondo me è stata la migliore stagione di sempre per Vale, anche se non ha vinto… Allora io dico che Jorge ha meritato il titolo – ha concluso Herve Poncharal -, ma per me sono quasi uguali. I due si meritavano il titolo”.