Le 10 moto più vendute in Italia, Honda SH al comando

photo Honda.it
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E’ tempo di bilanci anche per il mercato moto: il 2015 è stato un anno positivo per la vendita dei veicoli a due ruote con un’impennata di circa il 10% rispetto all’anno precedente con 194.435 mezzi venduti nell’arco dei dodici mesi. A recitare il ruolo di protagonista sono gli scooter con quasi i due terzi delle vendite totali, al primo posto si piazza la Honda SH nelle sue tre versioni da 150, 125 e 300 cc.

Al vertice della classifica la Honda SH 150 occupa la prima posizione degli scooter più venduti in Italia nel 2015, proposta ad un prezzo di poco superiore ai 3.000 euro. Secondo gradino del podio per la SH 125, davanti alla Honda SH 300, per un totale di oltre 22.000 esemplari. Un numero elevato che dimostra la capacità del marchio nipponico di fare breccia nel cuore degli scooteristi italiani.

Al quarto posto della top ten troviamo il Beverly 300 del Gruppo Piaggio che ha venduto oltre 6.000 esemplari, piazzandosi davanti al Kymco Agility 125, capace di vendere 4.598 unità. Sesta piazza per Yamaha TMax 500, molto apprezzato nei grandi centri abitati, settimo in classifica il Liberty 125 3V, ottavo posto per la prima moto, la R1200 GS di BMW con 3.222 unità vendute. Chiudono la top ten il Beverly 350 e l’XMax 250. ANCMA ha realizzato anche un’analisi per cilindrata, dove si registra una crescita del segmento 125 cc seguito dagli scooter tra 300 e 500 cc.

“Il 2015 si è chiuso confermando una decisa inversione di tendenza, con quasi 15.000 immatricolazioni in più rispetto all’anno precedente. In calo i “cinquantini” con circa 3.300 registrazioni in meno, ma sembra che anche questo segmento possa stabilizzarsi. Abbiamo di fronte ancora molto lavoro da fare per recuperare i volumi precedenti la crisi, ma se la congiuntura economica favorevole si consoliderà il nostro settore non mancherà di fornire il proprio contributo – ha dichiarato Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) –. Tra i fattori positivi rileviamo l’aumento del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese oltre alla diminuzione del prezzo dei carburanti che ha generato l’aumento dei consumi, mentre è piuttosto debole la ripresa della produzione industriale e il recupero dell’occupazione”.