Addio Maria Teresa De Filippis, la prima donna della F1

Maria Teresa De Filippis
Maria Teresa De Filippis (© Getty Images)

Maria Teresa De Filippis, nata a Napoli nel 1926, è morta l’8 gennaio all’età di 89 anni. La contessa è stata la prima donna a partecipare ad una gara di Formula 1 nel 1958, sul tracciato di Montecarlo al volante di una Maserati 250F, la medesima vettura con cui Juan Manuel Fangio vinse il suo quinto titolo mondiale nel 1957.

Maria Teresa De Filippis nacque il 6 novembre del 1926 nel Palazzo Bianco di Marigliano e iniziò a correre alla fine degli anni Quaranta a bordo di una Fiat Topolino in occasione della cronoscalata Salerno-Cava de’ Tirreni, vincendo sul percorso di 10 km. Per lei si aprì il mondo delle corse, iniziato quasi per una scommessa con i propri fratelli. Un mondo maschile e maschilista anche se De Filippis non ha mai subito episodi di prevaricazione, eccezion fatta per una volta in Francia, quando un direttore di gara le disse: “L’unico casco che una donna dovrebbe indossare è quello del parrucchiere”.

La sua carriera in Formula 1 è stata inaugurata su uno dei circuiti più ostici al mondo, quello di Montecarlo. Nello stesso anno 1958 partecipò anche alle gare in Belgio, dove ottenne il decimo posto, in Portogallo e in Italia, sulla pista di Monza. Nel 1959 disputò le qualifiche del Gran Premio di Monaco al volante di una Behra-Porsche. Maria Teresa De Filippis non era solo una pilota eccellente, ma una persona dall’anima nobile: il 1° agosto 1959, in occasione del GP di Germania, viene sostituita all’ultimo istante dal titolare della scuderia Jean Behra che morì in seguito ad un incidente. Fu l’evento che decise il suo ritiro dalle corse. “Lasciai perché avevo perso troppi amici”, raccontò in un’intervista all’Observer in occasione del suo 80° compleanno.

Lunedì 11 gennaio alle ore 15,30 si terranno i funerali in forma privata presso la chiesa del Castello di Gavarno a Scanzorosciat, sulle colline dell’hinterland bergamasco, dove viveva da vent’anni in compagnia del marito Theodor Huschek. In molti la ricorderanno con il nome di ‘Pilotino’, come veniva chiamata dai più, e con un cane lupo sempre al guinzaglio: “Per tenere lontano gli scocciatori”, spiegò tempo fa.