MotoGP, Nakamoto: “Valentino è normale, non è Dio”

Shuhei Nakamoto e Marc Marquez
Shuhei Nakamoto e Marc Marquez (© Getty Images)

Shuhei Nakamoto, vice presidente HRC, in questi giorni sta seguendo da vicino il team factory Honda che partecipa alla Dakar. La squadra nipponica è ritornata nel mondo del rally dal 2013 e quest’anno l’obiettivo è vincere: “Il progetto Dakar è secondo solo alla MotoGP””, ha confessato in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’.

Shuhei Nakamoto ha deciso di seguire le prime cinque tappe della Dakar 2016 da vicino, dormendo in tenda, prima di ritornare ad occuparsi a pieno ritmo della MotoGP, con la nuova stagione quasi alle porte, visto che mancano poco più di tre settimane ai primi test IRTA in Malesia. Da questo campionato si dovranno affrontare nuove scommesse e adattarsi quanto prima alle gomme Michelin, che sostituiscono le Bridgestone, e alla centralina unica Magneti Marelli, che potrebbe assottigliare il gap tra moto ufficiali e satelliti.

“Il pilota è già molto importante, ma le moto continueranno a fare la differenza e se Honda vince, i top riders vorranno correre con noi. Non solo, nonostante la centralina unica, gli ingegneri faranno la differenza nella messa a punto”, ha spiegato Nakamoto a ‘La Gazzetta dello Sport’. Ma ci saranno da affrontare anche i dissapori tra Marc Marquez e Valentino Rossi dopo l’ultimo Gran Premio di Sepang, dove il pilota spagnolo è finito sull’asfalto per una manovra azzardata del pesarese.

“Il fatto è che Valentino ha detto cose e più del 50% degli appassionati ci ha creduto – ha aggiunto il vice presidente HRC -. Se Valentino parla per danneggiare l’immagine di Honda, è una cosa che non possiamo controllare. Nella sua carriera ha sempre avuto bisogno di nemici: Gibernau, Biaggi, Stoner. È fatto così, ma anche questo mi piace di lui. Dimostra che è normale, non è Dio”.

Ma Shuhei Nakamoto non ha dubbi sull’onestà del suo pilota, già due volte campione iridato nella classe regina, e spera un giorno di poter rendere pubblica la telemetria di Marquez: “Marc corre sempre per vincere e quando c’è la possibilità di passare, ci prova. A Sepang hanno sbagliato entrambi, si sono rallentati a vicenda e Dani (Pedrosa) e Jorge (Lorenzo) se ne sono andati”. E in vista del 2016 bisognerà aspettarsi una lotta pulita in pista, oltre che una “Direzione di Gara neutrale e professionale. Sono state fatte così tante dichiarazioni dopo Sepang. Una cosa mai vista in F.1”.