Ehang 184: il “multicottero” che trasporta persone (VIDEO)

(© Ehang)
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Un “multicottero” autonomo per il trasporto di persone: è questa l’ultima provocazione di Ehang, startup cinese già nota per il piccolo Ghost, uno dei primi droni per selfie aerei. E al CES di Las Vegas tutti sono rimasti stupiti da questo arnese, che risponde al nome di 184.

 

“Dieci volte meglio di una Ferrari”

Vale la pena di ricordare che il “multicottero” nacque prima dell’aeroplano e dell’elicottero, sul finire dell’ 800, ma dopo la controversa jeep volante sviluppata dall’esercito americano negli anni ’50 finì nel dimenticatoio, complice la sua scarsa inefficienza e la pericolosità e difficoltà di guidarlo. Negli ultimi anni, però, la formula multirotore non è stata “riscoperta” con l’avvento dei droni.

Ed ecco ora un nuovo multicottero autonomo che, in un futuro molto vicino, promette di trasportare un passeggero su percorsi di breve durata (23 più o meno l’autonomia del Phantom). L’EHang 184 sarebbe in grado di alloggiare anche un passeggero corpulento (fino a 120 kg) che non deve toccare nulla: per far partire la “macchina” si utilizza una app del cellulare (proprio come nel caso di un motorino del moto sharing) e, una volta impostato il tragitto (basta dirgli dove si vuole andare), al resto pensa tutto lei.

Il dispositivo è monitorato costantemente da centri di controllo remoti con personale che, all’occorrenza, può prendere in mano i comandi. Per ragioni di sicurezza, Ehang ha provveduto a realizzare quello che tecnicamente si chiama un “ottocottero”, quindi con otto motori ed altrettante eliche: in tal modo, nel caso un motore andasse in crisi, la macchina può atterrare in sicurezza.

I tipi di Ehang sono convinti di lanciare il 184  a tempo di record e a costi tutto sommato ragionevoli (si parla di 2-300 mila dollari). Dopotutto il progetto non deve essergli costato poco, è dal 2013 che ci lavorano sopra. Il responsabile commerciale della società, Shang Hsiao, parla di “commercializzazione in tre-quattro mesi”. L’idea, secondo il manager cinese, è quella di conquistare l’interesse di clienti quali ospedali o resort turistici negli atolli dei paradisi tropicali, ma non è esclusa che il 184 possa essere applicato anche al servizio “smart taxi”.

Ehang spera di lanciare questo “megadrone” in Cina, Stati Uniti (previa autorizzazione della FAA), Nuova Zelanda e anche in alcuni Paesi dell’Europa (speriamo anche in Italia!) e naturalmente Dubai, dove lo sceicco non avrà sicuramente difficoltà ad aprire il portafogli.

“Sapete cosa si prova stando seduti su una Ferrari? Questo è dieci volte meglio”, ha dichiarato George Yan, cofondatore di Ehang, in un’intervista al DailyMail.com. Impossibile resistere…