MotoGP, sarà riformato il sistema della patente a punti

Marquez, Lorenzo e Rossi
Marquez, Lorenzo e Rossi (© Getty Images)

La nuova stagione della MotoGP prenderà il via il 1° febbraio con i test che si svolgeranno sul circuito di Sepang in Malesia, già teatro di una gara infuocata e di un post-gara con tante polemiche nel corso del campionato 2015. Il 4 febbraio invece a Ginevra si riunirà GP Commission, chiamata a deliberare sulle numerose criticità evidenziate dalla passata stagione. Non si mancherà di affrontare l’argomento relativo allo scontro Valentino Rossi-Marc Marquez, ma si parlerà anche del processo decisionale della Direzione Gara da rendere più tempestivo e corretto.

Una delle riforme che potranno essere effettuate è quella inerente la patente a punti, giudicato un sistema iniquo e da cambiare secondo il presidente della FIM, Vito Ippolito, il quale ai microfoni del Corriere dello Sport ha dichiarato: «Quel sistema fu creato sulla falsariga di quanto fatto da alcuni stati per le patenti di guida. Una nazione infatti ha a che fare con migliaia di infrazioni al giorno e non può punire i trasgressori caso per caso. Nel nostro invece ha creato situazioni assurde».

Nello specifico viene citato il caso di Valentino Rossi, che essendo arrivato a 4 punti di penalità nella scorsa stagione si è ritrovato a partire dall’ultima fila nel Gran Premio di Valencia. Se nel nuovo campionato dovesse ricevere ancora un eventuale altro punto di penalità non scatterebbe alcuna sanzione, però a settembre scadrà il punto preso a Misano (i punti valgono un anno esatto, 365 giorni) e il pilota tornerebbe quindi a 3. Ma in caso di nuovo punto di penalità, tornerebbe a scattare la stessa sanzione subita a Valencia e dunque la partenza dall’ultima fila. Assurdo, vero?

La MotoGP deve intervenire per sanare questa situazione, onde evitare che si verifichino casi che possano creare nuove polemiche. E la nuova stagione non può ancora essere caratterizzata da liti e discussioni accese come avvenuto nel finale di quella passata, c’è voglia di tornare a parlare di sport e di pista.