Terremoto Dorna, Carmelo Ezpeleta non sarà il Ceo?

Carmelo Ezpeleta
Carmelo Ezpeleta (© Getty Images)

Carmelo Ezpeleta, Ceo della Dorna, rischia di lasciare lo scettro dal momento che le casse della MotoGP sembrano scarne. Al suo posto potrebbe inizialmente arrivare un commissario, mentre Ezpeleta passerebbe all’incarico di direttore operativo ma senza portafoglio, un ruolo attualmente ricoperto da Enrique Aldama.

Una bella rivoluzione dopo quella dal punto di vista tecnico, con le nuove gomme Michelin e la centralina unica che dal 2016 movimenteranno le acque della Top Class rendendo difficile ogni previsione prestagionale, almeno fino ai primi test di Sepang in programma l’1 febbraio.

Secondo indiscrezioni provenienti da ‘La Gazzetta dello Sport’ Carmelo Ezpeleta a breve dovrebbe passare ad altro ruolo di prestigio, ma senza possibilità di gestire le finanze del Motomondiale. A dettare questa scelta da parte di Bridgepoint Capital (il gruppo di Private Equity che nel 2006 ha acquisito la maggioranza delle azioni di Dorna Sports) molteplici ragioni, prima fra tutte la situazione economica non molto brillante, nonostante il grande successo di pubblico della MotoGP nel 2015, con una stagione che ha calamitato l’attenzione mediatica internazionale soprattutto nell’incandescente finale, conclusoai con la vittoria al fotofinish di Jorge Lorenzo.

A rimpinguare le casse economiche non ha contribuito neppure l’acquisto nel 2012 dei diritti del Mondiale Sbk. Ma dulcis in fundo Carmelo Ezpeleta forse paga anche il prezzo di quanto successo tra Valentino Rossi e Marc Marquez, con la Dorna implicitamente accusata di non essere riuscita ad evitare quel contatto che ha condizionato un intero Mondiale, fino ad allora entusiasmante e coinvolgente.

Dorna Sports è stata fondata nel 1988 dalla banca iberica Banesto, dal 1992 organizza il Mondiale moto su mandato della Federazione Motociclistica Internazionale, nel 1998 fu venduta a CVM Madrid che, nel 2006, ha venduto le sue azioni al gruppo di Private Equity Bridgepoint Capital. Nel 2012 il CPPIB (Canadian Pension Plan Investiment Board), un’organizzazione professionale che gestisce e investe i contributi eccedenti di 17 milioni di contribuenti canadesi, ha acquisito il 39% delle azioni di Bridgepoint Capital versando la cifra di 400 milioni.