Nicky Hayden
Nicky Hayden (© Getty Images)

Nicky Hayden dal 2016 parteciperà al Mondiale di Superbike a bordo di una Honda, dopo aver trascorso ben 13 anni in MotoGP, 11 dei quali con le squadre ufficiali di Honda e Ducati, per poi concludere il capitolo Motomondiale con un team satellite della Honda. Probabilmente stanco di avere un ruolo marginale e in fondo alla classifica il rider americano ha quindi deciso di dare l’assalto al podio in SBK con la Honda del team Ten Kate.

A Valencia Nicky Hayden ha corso la sua ultima gara in classe regina al 17° posto, dopo l’ingresso nella cerchia della MotoGP Hall of fame e prima di intraprendere la nuova avventura in Superbike. Durante la sua carriera lunga 13 anni il pilota texano ha condiviso i box con molte stelle come Valentino Rossi, Max Biaggi, Casey Stoner e Dani Pedrosa nel team ufficiale Repsol Honda e Ducati Corse. Sei anni spesi con la Repsol Honda, cinque nel team ufficiale Ducati.

 

La differenza tra Honda e Ducati

Probabilmente nessuno come lui conosce le differenze tra i due team: “Ci sono certamente alcune differenze. Ho imparato molto in due team ufficiali e apprezzato le loro strutture. Quando sono arrivato in Ducati ho già notato grandi differenze. Per quanto riguarda la moto, la Ducati aveva il telaio in carbonio e si differenziava notevolmente dalle altre moto giapponesi “, ha spiegato Kentucky Kid a Speedweek.com.

Fino a che punto la strategia giapponese differisce da quella degli italiani? “La strategia di gara è chiaramente diversa. I giapponesi hanno un approccio più conservativo. Gli italiani sono più aperti a certe cose. Ma entrambi lo fanno a modo loro, anche raccogliendo buoni risultati – ha concluso Nicky Hayden -. Entrambi i percorsi conducono alla meta”.

Adesso una nuova sfida attende l’ex campione del mondo e secondo un collega del calibro di Stefan Bradl potrà essere tra i favoriti per il titolo mondiale e conquistare un primato assoluto: “Si tratta sicuramente di una nuova sfida per lui. Mi ha detto di essere molto contento. Penso che potrebbe essere il primo pilota a conquistare un titolo mondiale sia in MotoGP che in Superbike”.