Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (© getty images)

 

Alla fine di un 2015 memorabile per la MotoGP, Jorge Lorenzo sente di poter affermare che ha imparato a non lasciarsi intimidire dal team mate della Yamaha, alias Valentino Rossi, e dall’enorme popolarità di cui egli gode a livello globale.

Se la “nostra” leggenda delle due ruote è venerata da un capo all’altro del mondo, lo spagnolo ha ricevuto più d’una volta boati di disapprovazione da parte dei tifosi della classe regina al momento di salire sul podio per la premiazione. La stessa cosa, d’altro canto, è successa quest’anno a Marc Marquez, negli ultimi round della sfida al calor bianco con il Pesarese.

A chi gli chiede se queste enormi manifestazioni di sostegno e solidarietà nei confronti del Dottore gli abbiano dato l’impressione che stesse lottando “contro il mondo intero”, però, Lorenzo risponde con la saggezza dello stoico: “Ogni persona lotta contro il mondo intero”.

 

Due campioni a confronto

Jorge Lorenzo è il primo a riconoscere che il Campione di Tavullia in quanto a feeling con il pubblico non ha rivali. “Valentino, con la sua carriera, la sua personalità e tutte le sue vittorie, ha molti più fan di noi”, dice, come riporta Autosport.com.

“E questi fan fanno molto rumore – aggiunge – , perché sono tanti e vogliono sostenere il loro pilota in modo diverso”.

La cosa però non lo preoccupa più di tanto. “Non c’è nulla da temere – dice il maiorchino – . Io sto bene con i miei. Gli altri si fanno sentire, ma questo non incide sulla mia vita, la mia felicità o il mio lavoro”.

Lorenzo assicura di non aver mai avuto sentore di favoritismi da parte della Yamaha nei confronti di Valentino, nonostante egli abbia innegabilmente dato un contributo decisivo al suo successo nella MotoGP; anzi, tutto questo gli dà una motivazione in più a migliorarsi e lasciare a sua volta un “segno” nella storia del team.

“Mi sono sempre sentito protetto e sostenuto dalla Yamaha – sottolinea – , sin da quando sono entrato nel team, nel 2008”. La dimostrazione? “Ho sempre avuto una buona moto e lo stesso materiale – spiega Lorenzo – , anche quando Valentino era il pilota principale della Yamaha, nei primissimi anni”.

Certo, gli screzi non sono mancati, ma questo fa parte del gioco. “Ogni matrimonio ha i suoi momenti di crisi, ma il mio obiettivo e il mio sogno è andare in pensione con la Yamaha senza cambiare team”.

Le premesse perché quel sogno si realizzi ci sono tutte. “Ora sto raggiungendo l’obiettivo di diventare una leggenda della Yamaha, con questo terzo titolo mondiale”, dice.

Bando alla falsa modestia. “Ho vinto cinque volte il titolo mondiale, tre volte in MotoGP – ricorda Lorenzo – , al pari di leggende del motociclismo come Wayne Rainey, il mio amico Kenny Roberts Sr, e di un mito del motorsport come Ayrton Senna”.

“Tutto ciò mi regala sensazioni straordinarie e dobbiamo godercele al massimo, soprattutto nei momenti difficili”, conclude. Niente male come proposito per il 2016, non vi pare?