Il regalo di Valentino Rossi per “Niki il guerriero”

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (© Getty Images)

 

Ci sono storie capaci di restituire il senso delle parole e la misura delle cose in un mondo dove perdere le “coordinate” è più facile che mai. La vicenda di Nicolhas Ukmar è una di queste. Il piccolo “Niki”, campioncino di karate di 13 anni, da quasi dieci mesi non esce dalle camere dell’ospedale in cui è ricoverato. Il male contro cui sta lottando si chiama leucemia mieloide acuta, ed è un nemico assai insidioso: neanche quattro cicli di chemioterapia sono riusciti a sconfiggere.

Tredici giorni fa “Niki” ha subìto la reinfusione del midollo osseo della madre (al mondo non esisteva un donatore con Hla compatibile) al Sant’Orsola Malpighi di Bologna, e adesso la speranza è scongiurare il rigetto. Per cento giorni lui, i suoi familiari e tutti coloro che hanno imparato a volergli bene dovranno aspettare col fiato sospeso e gli occhi puntati al cielo, pregando che tutto vada per il meglio e che questo incubo finisca, essendo già durato abbastanza.

Qualche giorno fa, però, è successo qualcosa di bello. Il piccolo “Niki” ha ricevuto un regalo inaspettato. “Eravamo ancora ricoverati a Parma, in oncoematologia pediatrica”, racconta la mamma Linda Domenichini, al Resto del Carlino. “Un’amica, tramite il marito, non so come è riuscita a contattare lo staff di Valentino Rossi. E a giugno è arrivato nel reparto un pacco per il mio Niki: c’era dentro una maglietta gialla con il 46 e una dedica tutta per lui firmata da Valentino ‘Per Nicolhas detto il guerriero’, c’era scritto”.

 

Una lezione di umanità

Nei giorni scorsi il Campione di Tavullia ha fatto il bis: a tutti i ragazzini ricoverati nell’unità di trapianto di Bologna è stato recapitato, come regalo di Natale, un borsone con i suoi gadget e l’autografo. E’ anche grazie a questi piccoli, grandi gesti che “Niki” trova la forza di combattere e andare avanti. A onor del vero, intorno a lui e alla sua famiglia si è mossa una catena di solidarietà imponente. E nel frattempo, fra le mani Niki è riuscito a stringere anche la maglietta autografata di Buffon e il cappello da cuoco di Carlo Cracco.

Un gruppo su Facebook, poi, ha raccolto fondi per sostenerli economicamente, anche se non sono mai sufficienti perché la strada da percorrere è ancora lunga e le spese sono tante. La signora Linda vive con la madre, a Reggio, dopo essersi separata dal padre di Niki e dal papà del suo secondo figlio, di 5 anni. E in queste circostanze, con tutta la dignità di cui è capace, ha disposto un Iban per far confluire le tante donazioni di chi vorrà darle una mano per continuare a sperare (IT 11 K 05387 12801 000002085399). Per eventuali donazioni la si può anche contattare sul social network attraverso la pagina del gruppo “#Niki non mollare.. Stronger!!”. Siamo sicuri che i lettori di Tuttomotoriweb, proprio come Valentino Rossi, non rimarranno insensibili alla storia di “Niki”.