MotoGP: le nuove gomme Michelin ai raggi X

Pascal Couasnon (© Getty Images)

 

Le gomme Michelin garantiscono già ottime prestazioni sul versante della velocità, ma sono ancora troppe le cadute a esse in qualche modo riconducibili. E’ questo il bilancio che emerge dai test di Valencia e da quelli successivi di Jerez, “certificato” dal direttore competizioni Pascal Couasnon.

Come i lettori di Tuttomotoriweb ben sanno, una delle principali novità della stagione 2016 della MotoGP sarà il passaggio alle gomme Michelin. I piloti della classe regina hanno avuto modo di provare le gomme francesi subito dopo l’ultimo round del Motomondiale 2015 e le conclusioni che hanno potuto trarne per ora sono che si tratta di pneumatici già molto prestazionali, che però assicurano poco feeling sull’anteriore, provocando un po’ troppe cadute.

 

La parola all’esperto

A elencare vizi e virtù dei nuovi pneumatici è lo stesso direttore competizioni del produttore francese. “Per il momento non abbiamo fatto troppi test, ma abbiamo potuto notare due cose durante quelli che abbiamo fatto a Valencia dopo l’ultimo Gp – ha spiegato Couasnon a Motorsport.com – . In primo luogo, i nostri pneumatici sono già molto competitivi e veloci: durante la gara sono stati cinque i piloti che hanno girato in 1’31” [con le Bridgestone, ndr], mentre durante i test sono stati ben 15″. “Dall’altra parte – ha aggiunto – è anche vero che ci sono state anche tante cadute, ma non particolarmente pesanti. Per capire meglio le cose serviranno tre o quattro sessioni durante le quali i piloti potranno spingere al 100% sulle gomme Michelin, in maniera tale da adattare leggermente il loro stile di guida”.

Certo è che non bastano i dati sulla velocità ad assicurare il successo delle nuove gomme. “E’ sempre difficile da dire se una gomma è migliore di un’altra – osserva al riguardo il manager della Michelin – . Penso che sia complicato giudicare l’influenza di un parametro piuttosto che di un altro. Anche perché non dobbiamo dimenticare che c’è stato anche il cambiamento di elettronica, che ora è uguale per tutti, ed è un altro parametro con cui si devono confrontare i piloti”.

Tra gli aspetti sicuramente positivi c’è sicuramente il grip offerto dalla gomma posteriore, decisamente potenziato rispetto allo pneumatico utilizzato fino al 2015. Possibile che la Michelin decida di si lavorare su questo aspetto per trovare un compromesso sull’anteriore? “Naturalmente è un qualcosa che abbiamo preso in considerazione – risponde l’esperto – . Tuttavia, parlando con piloti, squadre ed organizzatori, ci hanno detto che dobbiamo mantenere la ‘firma’ Michelin, perché ne sono felici. Direi che non ci sono soluzioni rapide o una soluzione unica”.

Insomma, la strada è ancora lunga. “Dopo un anno di lavoro, direi che abbiamo fatto progressi significativi – conclude Couasnon – . D’altra parte è una bella sfida e la prendiamo molto umilmente, ma facciamo passi avanti ad ogni sessione”.