F1, Lewis Hamilton: “Non disubbidirò alla Mercedes”

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton (©Getty Images)

Nel corso del campionato 2015 di Formula1, nonostante il dominio imposto, Lewis Hamilton non ha mancato in alcune occasioni di mostrare il proprio malumore per alcune decisioni che gli sono state trasmesse dal box Mercedes e che secondo lui lo hanno poi finito per avvantaggiare il compagno-rivale Nico Rosberg.

E’ capitato per esempio in Messico, a titolo ormai vinto, quando il campione inglese non voleva rientrare a cambiare le gomme nella convinzione che potesse proseguire con quelle già montate sulla sua monoposto per vincere la gara. Ma anche in Brasile, dove l’ex McLaren aveva suggerito una strategia diversa per vincere e ha dovuto accettare gli ordini di scuderia arrivando poi secondo.

Nell’intervista concessa ad Autosport il pilota della Mercedes ha voluto chiarire la sua posizione: “Si tratta di prendere decisioni giuste per la squadra, a volte si deve fare un passo indietro perché non riguarda solo te stesso ma circa 1.300 persone. Una decisione egoistica può avere un impatto su tutti. Non devo prendere una decisione solo per me stesso, voglio essere sicuro di prendere una giusta per tutti”.

Lewis Hamilton mostra dunque maturità nell’affrontare questa tematica e ha provato a spiegare quanto è avvenuto nel Gran Premio di Città del Messico: “In Messico hanno detto che gli pneumatici non sarebbero durati, ma vita del pneumatico era di 70 o 80 giri, quindi sarebbero durati. Ho scoperto in seguito che avrei potuto rimaner fuori e andare avanti per tutta la gara, ma non c’è nessun problema. La squadra non sapeva ciò al momento e la loro scelta di fare una sosta era legata a motivi di sicurezza visto che in passato erano scoppiate delle gomme. Io in cuor mio sapevo di avere ragione e che la mia sarebbe stata la decisione giusta”.

Comunque il driver inglese capisce la condotta del team e fa intendere chiaramente che non disubbidirà, anche se è normale e giusto che vi possa essere un confronto tra le parti: “Quando sei in una macchina non si ha il quadro più ampio, da qui il motivo per cui bisogna fare un passo indietro e ascoltare quei ragazzi. La maggior parte del tempo la squadra è ovviamente nella posizione migliore, ma ogni tanto il pilota potrebbe essere in una posizione migliore. Ma comunque si lavora come una squadra. Non si tratta di te da solo là fuori”. In casa Mercedes le parole di Lewis Hamilton dovrebbero essere ben accolte, soprattutto dai vertici della scuderia.