MotoGP, Jack Miller: “Lo scontro Rossi-Marquez ci fa bene”

Jack Miller (© Getty Images)
Jack Miller (© Getty Images)

 

La nota “controversia” tra Valentino Rossi e Marc Marquez che ha animato l’ultima parte del Motomondiale 2015 fa bene alla MotoGP; anzi, sarebbe bene che se andasse avanti. A sostenere questa tesi, originale quanto minoritaria, non è l’ultimo degli arrivati nel mondo del motociclismo, ma un pilota di razza come l’australiano Jack Miller. Tra il serio e il faceto, quest’ultimo spiega di aver seguito con difficoltà la bagarre tra le due “primedonne” delle due ruote perché “andavo troppo piano”, ma a colloquio con Eurosport si dice convinto che “è stato qualcosa di positivo”.

 

I frutti della controversia

Come i lettori di Tuttomotoriweb ricorderanno, nel campionato 2013 della Moto3 Jack Miller era stato a sua volta protagonista di uno scontro piuttosto duro con Alex Marquez, fratello di Marc. “Lo sport ha bisogno di tutto ciò – afferma l’australiano – . Tutti pensano che sia un disastro, ma queste cose servono eccome. Pensate a quante persone sono venute a Valencia ad assistere alla sfida: mai in vita mia avevo visto un paddock e una gara più affollati”.

Che il “caso” Rossi-Marquez-Lorenzo abbia portato la MotoGP sotto i riflettori delle cronache internazionali è fuor di dubbio. E secondo Jack Miller questo conta più di ogni altra cosa. “E’ stato qualcosa di surreale – sottolinea – . Penso che abbiano fatto tre volte sold out, perché quando i biglietti finivano continuavano a ristamparli”. Secondo il pilota australiano, nel 2016 le acque non accenneranno a calmarsi: “Continuerà così anche il prossimo anno, e di sicuro tante persone assisteranno alla gara del Qatar”.

Nel 2016 Jack Miller correrà con il team Honda Marc VDS al fianco di Tito Rabat. “Nessuno ha detto che il passaggio dalla Moto3 alla MotoGP sarebbe stato facile”, ha detto il ventenne lo scorso week-end durante il Perth Speed Fest, in Australia. “Il prossimo anno faremo un passo importante, avremo una moto decisamente migliore e speriamo che con la Honda potremo affermarci tra i primi dieci”. E il “passaggio” al software Magneti Marelli rappresenta a suo giudizio un cambiamento. “Il fatto di avere la stesa moto di Cal [Crutchlow], Marc [Marquez] o Dani [Pedrosa] sarà per noi un ulteriore aiuto”, conclude.