Telepass: cosa rischiano i “furbetti” e i “distratti”

(© Getty Images)
(© Getty Images)

 

Alzi la mano chi, viaggiando in autostrada, non abbia mai avuto la tentazione di utilizzare la corsia del Telepass anziché quella in cui si ritira o si consegna il biglietto. Una “furbata” per fare prima e non pagare la tratta percorsa… E se invece l’automobilista sbagliasse casello, in entrata o in uscita, per distrazione e, dunque involontariamente? O, ancora, se perdesse in biglietto di ingresso? Vediamo insieme cosa succede.

 

Cosa dice la legge

Nel caso di un automobilista che imbocchi per distrazione il casello con il Telepass, pur non avendo l’apposito tagliando, il problema si presenta al momento dell’uscita dall’autostrada (lo stesso vale laddove  il biglietto, pur ritirato, venga smarrito dall’automobilista durante il viaggio). La legge prevede che l’automobilista in questione debba pagare il pedaggio calcolato dalla più lontana stazione di entrata (Art. 176, c. 16 C.d.S.): Aosta è l’ingresso più a nord, Salerno quello più a sud. Dovrà dunque mettersi in fila per uscire dall’autostrada e spiegare l’errore al casellante, il quale procederà a calcolare il costo del pedaggio partendo dal punto effettivo di ingresso, sulla base di un’apposita autodichiarazione scritta resa dall’automobilista, e a rilasciare uno scontrino di parziale mancato pagamento, per il recupero del residuo, in cui vengono riportati i dati del veicolo (classe e targa) e i dati di transito (data, ora, casello di uscita).

Tale residuo può essere pagato senza aggravio di spese entro 15 giorni dalla data di emissione dello scontrino, superati i quali l’importo sarà maggiorato degli oneri di accertamento. Il mancato versamento dell’importo dovuto comporta il recupero forzoso del credito con il conseguente aggravio delle spese a carico del debitore.

Va da sé che la diffida inoltrata dal gestore dell’autostrada può essere contestata dall’automobilista con una risposta scritta, corredata da una autodichiarazione nella quale si attesta l’effettiva tratta percorsa, e allegata a un documento di riconoscimento. Tale dichiarazione, resa sotto responsabilità penale, potrà sempre essere verificata dal gestore dell’autostrada attraverso le telecamere presenti a ogni casello.

E’ tuttavia possibile evitare questa lunga trafila recandosi in uno dei “punti blu” allestiti in prossimità dei caselli: in genere basta spiegare l’accaduto al personale per chiudere la vicenda con il solo pagamento della tratta autostradale effettivamente percorsa.

Diverso è ovviamente il caso dell’automobilista che esce volontariamente dalla corsia del Telepass per non pagare l’autostrada ponendosi sulla scia del mezzo che lo precede e riuscendo a oltrepassare il casello prima che la sbarra si abbassi, o che utilizzi le corsie di uscita anziché quelle di entrata. Tale comportamento configura infatti il reato di truffa, punito con la reclusione da 1 a 5 anni e una multa da 309 a 1.549 euro. Insomma, la “furbata” può costare cara…