Kawasaki: “Il nostro ritorno in MotoGP dipende dalla Dorna”

Kawasaki Racing Team
Kawasaki Racing Team nel 2008 (© Getty Images)

La griglia della MotoGP nel 2015 si è arricchita grazie ai ritorni di costruttori dai nomi importanti come Suzuki e Aprilia, ma nel 2017 diventerà ancora più numerosa visto l’annunciato ingresso da parte della KTM. Molti si domandano se ci sarà spazio in futuro anche per il ritorno della Kawasaki, ritiratasi nel 2008, e a tal proposito il capo reparto corse della casa motociclista giapponese, Ichiro Yoda, ha risposto ai microfoni di Riders.

Le sue parole sono state abbastanza eloquenti sul tema: “Gli investimenti necessari non ci permettono di competere in MotoGp. Il nostro scopo è quello di vendere delle moto e gli altri marchi ne vendono diversi milioni più di noi. Per loro l’investimento richiesto dalla MotoGp è equivalente all’1% delle loro vendite”.

Ichiro Yoda afferma chiaramente che la Kawasaki non può permettersi in questo momento di destinare soldi all’impegno in una classe costosa e impegnativa come la MotoGP attuale. Ma lo scenario potrebbe mutare se nel Motomondiale avvenisse una nuova rivoluzione dal punto di vista regolamentare.

“Dovrebbero cambiare diverse cose per favorire il nostro ritorno – spiega il capo reparto corse Kawasaki – . Per adesso le regole risultano troppo restrittive. Per esempio, non è possibile correre con una moto derivata dalla produzione. Inoltre ci sono soluzioni tecnologiche utilizzate dagli altri costruttori, come ad esempio il cambio seamless, che non vedremo mai sulle moto stradali: costa troppo e non ne varrebbe la pena”.

Il ritorno della Kawasaki dipende tutto da chi fa le regole della MotoGP, cioè la Dorna. E Ichiro Yoda ribadisce che solo attraverso dei cambiamenti sarà possibile rivedere le moto verdi correre assieme a Yamaha, Honda, Ducati, Suzuki e Aprilia: “Se la Dorna cambiasse la sua filosofia, creando delle regole più aperte e consentendo ai costruttori di sperimentare in maniera libera, forse potremmo anche tornare in MotoGp. Per ora però restiamo concentrati sulla Superbike”. Proprio in SBK la casa di Akashi si sta togliendo soddisfazioni importanti avendo vinto due titoli piloti (con Tom Sykes e Jonathan Rea) e uno costruttori negli ultimi tre anni.