MotoGP, Jorge Lorenzo: “La Yamaha molto più evoluta della Honda”

Jorge Lorenzo (Getty Images)
Jorge Lorenzo (Getty Images)

 

Si può avere più o meno simpatia per Jorge Lorenzo, o addirittura non averne affatto, ma un dato di fatto non può essere negato: lo spirito di sacrificio, la determinazione e la perseveranza che hanno portato il maiorchino a conquistare il suo terzo titolo iridato in MotoGP. Il suo atteggiamento, le srategie per affrontare i momenti belli e quelli brutti e molto altro ancora sono al centro di quest’intervista che proponiamo ai lettori di Tuttomotoriweb.

 

Quel gap da colmare

Dallo scorso 8 novembre, quando Jorge Lorenzo è diventato per la terza volta campione mondiale della classe regina, i suoi impegni con i media si sono susseguiti a un ritmo a dir poco frenetico. Televisione, radio, quotidiani, stampa specializzata, incontri con gli sponsor, Gala della FIM, Salone di Milano…

“Non tengo il conto delle interviste che mi fanno – confida lo spagnolo, intervistato da Solomoto.es in un hotel di Madrid – , ma questa volta sono molto più del solito”.

Come noto, dopo il viaggio in India Lorenzo si prenderà una lunga e meritata pausa dagli impegni professionali. Ma gli aspetti da chiarire, i dubbi da sciogliere, le questioni da approfondire in merito al Motomondiale che ci siamo appena lasciati alle spalle sono ancora numerosi ed esigono una risposta da parte del fuoriclasse della Yamaha.

Tanto per cominciare, nel 2015 ha vinto la Yamaha o ha perso la Honda? E’ una domanda ‘crudele’ , ma sappiamo tutti che i problemi della RCV2015 hanno precluso alla Honda la sfida per il campionato. Oltre ai problemi della moto, ci sono state la decisione di Pedrosa di fermarsi dopo la prima gara e le condizioni di Marc Marquez. Ma la RCV 2015 è stata davvero tanto peggiore del modello 2014, come sembra indicare la classifica finale?

“Non so cosa dire”, risponde Lorenzo, prendendosi un paio di secondi per far mente locale. “La nuova Honda forse era una moto più potente, più veloce, ma all’inizio di quest’anno probabilmente è stata più difficile da gestire. So che nel 2014 Marc aveva vinto undici gare e che in questa fase della stagione non è stato così forte… No, non so se la moto 2015 delle prime cinque o sette gare sia stata stato peggiore della Honda del 2014, ma ciò che è evidente è che la Yamaha si è evoluta molto più della Honda”.

Effettivamente, la strategia dei cambiamenti costanti ma graduali adottata dalla Casa dei Tre Diapason ha premiato. L’arrivo del nuovo cambio seamless, per esempio, è stato un “passo sicuro”.

“Non credo che sia stata la panacea di tutti i mali”, osserva a tale riguardo il maiorchino. “Ha risolto solo per il 30% il problema che avevamo e abbiamo tuttora in frenata. La Honda è ancora una moto che consente di frenare più tardi, più all’interno e che gira un po’ meglio”. “Ma è anche vero – prosegue – che la differenza che avevamo pochi anni fa è diminuita. Ciò che è stato importante è che quel 30% non ha pregiudicato il nostro passo in curva e la nostra buona performance in accelerazione… Il mezzo decimo di vantaggio acquisito è quel che ci ha permesso di vincere la gara”. “I numeri non sono precisi – avverte Lorenzo – , ma servono solo a far capire che basta migliorare in un settore ben preciso, anche sa dall’esterno sembra che non sia camiato nulla. Perché quel nulla, alla fine della gara, quel decimo, quei tre secondi… fanno un’enorme differenza”. “In MotoGP funziona così”, conclude il campione del mondo 2015.