Jorge Lorenzo: “L’India merita un Gran Premio di MotoGP”

Il campione del mondo Jorge Lorenzo è volato in India per visitare la Fondazione Vicente Ferrer ad Anantapur, istituzione nata per mano del missionario spagnolo morto nel 2009, dopo una vita trascorsa al servizio dei poveri in una delle regioni più povere del mondo. Il pilota spagnolo ha partecipato anche ad un evento Yamaha girando al Buddh International Circuit con 30 fortunati proprietari di Yamaha R3.

I centauri sono stati selezionati attraverso un concorso lanciato sul sito web della casa di Iwata lo scorso mese di agosto, vincendo la possibilità di girare con il campione iridato della MotoGP. Dopo la mezza giornata trascorsa in pista a Greater Noida Jorge ha visitato alcuni progetti realizzati dalla Fondazione, tra cui l’ospedale Bathalapali e l’orfanotrofio locale.

“Questa è stata la mia seconda visita qui, non solo in India, ma anche su questa pista. Ho compiuto sei giri ma non di fila, con soste per cambiare il gruppo di partecipanti. Ho lasciato un certo margine per non schiantarci e ci siamo goduti la pista. Ho guidato tre gruppi in pista ed è stato difficile perchè l’asfalto era bagnato. E’ incredibile quanto sia così moderno, così ampio e lungo”, ha osservato Jorge Lorenzo.

Al pari di molti costruttori e degli organizzatori del Motomondiale il maiorchino spera che un giorno il campionato faccia tappa anche in India, dove il numero di appassionati e tifosi cresce a dismisura, oltre ad essere un ottimo bacino di mercato per le case motoristiche: “Mi piacerebbe che la MotoGP arrivasse in India perché il mercato è così enorme e potrebbe essere molto importante per la MotoGP! C’è un sacco di amore per le moto qui, ci sono sempre più moto e automobili nelle città. Sono amanti della moto – ha concluso il pilota della Movistar Yamaha -, ma non hanno un Gran Premio dove si può apprezzare la migliore moto da corsa del campionato del mondo”.