F1 Red Bull, Christian Horner: “Renault ha ammesso gli errori”

Christian Horner
Christian Horner (getty images)

Nel corso della stagione 2015 Red Bull ha più volte minacciato l’addio alla Formula 1 in segno di protesta sulle regole di fornitura dei motori e più volte è sembrata sul punto di divorziare dalla casa ‘madre’ Renault, rea di averla fatta precipitare in termini di competitività nel corso degli ultimi due anni. Il manager austriaco Christian Horner, in un’intervista ad un sito spagnolo, ha discusso la contorta vicenda in occasione del GP di Abu Dhabi.

Renault ha ammesso di aver sbagliato alcuni step evolutivi nel corso del 2015 e quindi ha concesso alla scuderia anglo-austriaca un ruolo primario nello sviluppo dei propulsori: “La cosa ironica è che ora siamo allo stesso punto di un anno fa anche se le prospettive sono diverse”, ha dichiarato il team principal della Red Bull a Formulaf1.es. “Oltre alla mancanza di solidarietà da part degli altri fornitori di propulsori, se abbiamo deciso di continuare lo si deve soprattutto a Dieter Mateschitz, abbiamo pensato che avremmo perso molto rimanendo fuori dal campionato. Abbiamo investito troppo e non sarebbe stato giusto”.

Di certo il 2016 sarà un anno di transizione per la Red Bull e difficilmente riuscirà a competere con Mercedes e Ferrari al vertice. “Nei prossimi giorni confermeremo la rotta da seguire – ha aggiunto Christian Horner – in quanto dipende anche dal programma Renault per il 2016″. Sull’eventuale nome da dare al motore verrà fatta chiarezza a breve: “Ci sono state molte speculazioni su questo e la prossima settimana pubblicheremo la decisione, perché oltre a Infiniti ci sono altre due opzioni che potrebbero essere interessanti”.

La Toro Rosso userà una vecchia specifica Ferrari, “una buona soluzione a breve termine, ma dobbiamo essere più ambiziosi, anche se il punto di partenza non è esattamente quello che avremmo voluto”. Il maggior coinvolgimento Red Bull nello sviluppo del motore richiederà risorse finanziarie in più, ma Christian Horner ammette: “L’avevamo già programmato, ma non influenzerà troppo sulle nostre casse, anche se non è la situazione ideale”.