Bernie Ecclestone: “Marquez e Valentino sarebbero l’ideale per la F1”

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Bernie Ecclestone (getty images)

Bernie Ecclestone non accenna a volersi separare dalla Formula 1, nonostante i suoi 85 anni di età resta di una vitalità impressionante, sempre in viaggio da un angolo all’altro del mondo, disposto a firmare contratti a lungo termine quasi la vita fosse eterna. Quando gli si chiede chi sarà il suo sostituto non risponde, sa che potrebbe scatenarsi una lotta di potere, a meno che non designerà un successore ufficiale che, secondo indiscrezioni, potrebbe essere il suo pupillo Christian Horner.

Ma mister Ecclestone non è soddisfatto del suo ‘giocattolo’ e insiste per cambiare il regolamento, a cominciare dai motori V6: “Inoltre cambierei il modo in cui vengono consegnati, perché in questo momento siamo nelle mani di due concorrenti, è un po’ stupido. E’ come avere due squadre di calcio rivali gestire il campionato e la lotta contro l’altro senza che nessun altro sia concorrenziale”.

Il patron della F1 Parla anche del destino della Red Bull confermando la presenza del team anglo-austriaco nella prossima stagione del Circus e negli anni seguenti: “Continueranno con noi a lungo. Non hanno alcun motivo di abbandonare dopo aver dato così tanto”. Ma i tempi sono cambiati per il mondo dello sport in generale dello sport motori in particolare. “Dieci anni fa le cose erano diverse. Ora la situazione economica è più complessa, i costi sono saliti alle stelle e forse questa è la cosa peggiore che accade. I ricavi non possono affrontare la spesa ed è una cosa che deve essere prevista prima di prendere alcune decisioni. Ora tutti cercano di salvare i loro interessi. La mancanza di risorse rende tutto più difficile a molte squadre”.

Bernie Ecclestone solo pochi giorni fa aveva affermato che Valentino Rossi sarebbe stato squalificato per quella manovra su Marc Marquez a Sepang, se si fosse trovato in un GP di Formula 1. Allo stesso tempo ammette che la loro rivalità fa bene alla MotoGP: “Tali situazioni tra i campioni sono sempre molto buone. Vi è lotta alla pari, come in altri tempi in F1. Senna e Prost, Mansell e Piquet, resta tutto nella memoria, nessuno dimentica. La controversia è buona per la F1 e lo spettacolo è indimenticabile quando si combatte ruota a ruota”.