Incidente in stato di ebbrezza? Meglio non sottoporsi all’alcol test

Alcol test
Alcol test

Chissà quante persone al termine di una serata in compagnia si ritrova a bere un bicchiere di vino, birra o liquori e senza saperlo nè accorgersene potrebbe essere “inadeguato” secondo l’alcol test e il suo temuto limite di 0,5 g/l. Oppure capita spesso di mettersi alla guida in evidente stato di ebbrezza, in maniera irresponsabile e mettendo a rischio l’incolumità degli altri automobilisti, dei passeggeri a bordo e di se stessi.

Ma una sentenza della Cassazione potrebbe rivoluzionare il modo di comportarsi di tanti conducenti con il “gomito alto”. Infatti secondo una paradossale sentenza della Cassazione a Sezioni Unite riportata dal sito ‘La legge per tutti’ l’inasprimento della pena per aver causato un sinistro in guida di stato di ebbrezza non si applica se l’automobilista rifiuta di sottoporsi all’alcol test. Una decisione che sembra voler premiare chi non si sottopone al test alcolemico, consapevole di aver bevuto troppo. Ma come si spiega questa anomalia?

Per chi non si sottopone alla rilevazione del tasso alcolemico la legge prevede le stesse sanzioni di chi viene trovato con il più alto tasso di alcol nel sangue, cioè 1,5 g/l in su. In quest’ultimo caso scatta una multa che oscilla da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da sei mesi ad un anno e la sospensione della patente di guida da uno a due anni. Inoltre la legge prevede delle aggravanti nel caso che il conducente con tasso alcolemico superiore a 1,5 guidi un veicolo altrui o abbia causato un incidente.

Di conseguenza secondo la Cassazione non vengono applicate gli aumenti di pena previsti in tali due casi se si rifiuta di sottoporsi alla prova dell’etilometro. Detto in altre parole: se un automobilista è consapevole di aver bevuto oltre il limite consentito e causa un sinistro stradale o si trova alla guida di un’auto non di sua proprietà farebbe meglio a non sottoporsi all’alcol test. Così facendo subirà solo le sanzioni previste per il reato base e senza dover subire le aggravanti.

Ovviamente questa anomali nasce da un difetto legislativo sorto anni fa, al momento della stesura delle norme. Ma la Cassazione suggerisce alle forze dell’ordine, ove possibile, di contestare al conducente non solo il rifiuto, ma anche la positività all’alcol sulla base di valutazioni dei sintomi che il conducente fermato mostra, anche in mancanza di alcol test o analisi del sangue”.