Flavio Briatore: “Rossi-Marquez come Senna-Prost. Mercedes favorita nel 2016”

Flavio Briatore (Getty Images)
Flavio Briatore (Getty Images)

In una lunga intervista rilasciata al programma radiofonico “La politica nel pallone” su Radio Uno, Flavio Briatore ha parlato del finale della MotoGP e della Formula 1, con due campionati che nel 2016 preannunciano grande spettacolo. L’imprenditore cuneese ha parlato di Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Marc Marquez, della Mercedes e della Ferrari, oltre che di calcio e tanto altro ancora.

Il grande spettacolo della classe regina ha saputo calamitare a sè tutta l’attenzione dello sport motori con Rossi e Lorenzo che a Flavio Briatore hanno tanto ricordato i duelli tra Mansell e Piquet: “La sfida in pista e fuori pista tra Rossi e Lorenzo ha tenuto i fari dei media accesi sulla MotoGP per un mese intero. Per un mese si è parlato solo di MotoGp – ha detto il manager piemontese -. Questi contrasti aiutano la popolarità dello sport. Di rivalità nel mondo dei motori ce ne sono state di peggiori. Sono stati come Senna e Prost; Piquet e Mansell… sono cose che aiutano lo show”.

Da grande esperto del Circus Flavio Briatore prevede un 2016 ancora nel segno della Mercedes, nonostante i grandi progressi che la Ferrari ha messo e metterà in pratica: “Penso che ci sia ancora un gap importante, le Frecce d’Argento sono ancora decisamente le favorite… La Mercedes ha ancora un vantaggio tecnico sulla scuderia di Maranello. In più hanno Hamilton che è uno che picchia duro ed è fortissimo, è diventato molto sicuro e non sbaglia più niente. Però dobbiamo aspettare la prima gara per capire meglio”.

Un dato certo è che Sebastian Vettel ha la stoffa del fuoriclasse e ha ogni intenzione di vincere il Mondiale di Formula 1 con la Ferrari: “Vettel è stato bravissimo ha fatto un super lavoro, ha motivato la squadra e in gara è sempre stato consistente e veloce”. Infine Briatore confessa di essere stato ad un passo dall’essere team manager della Scuderia di Maranello: “Prima che si impegnasse Jean Todt c’era una possibilità. Ma mi sentivo bene alla Benetton… La scelta di Todt allora era corretta, ha portato titoli mondiali con Michael Schumacher e con numerosi tecnici, che hanno lasciato il segno della Ferrari”.