Alex Rins: “Marquez e Valentino dovevano chiarire in Malesia”

Alex Rins
Alex Rins (getty images)

Dopo tre entusiasmanti stagioni in Moto3 Alex Rins, 20 anni il prossimo 8 dicembre, ha rincorso il titolo iridato in Moto2 per un’intera stagione, chiudendo la stagione al 2° posto a quota 234, nonostante la mancanza di esperienza nella classe intermedia.

Il prossimo anno cercherà di dare l’assalto al titolo per poi pensare al salto in classe regina, ma Alex è un ragazzo che preferisce procedere con cautela, un obiettivo alla volta e fare tesoro degli insegnamenti intrapresi in questo campionato.

“La Moto2 mi ha insegnato è la categoria più uniforme, mi ha fatto maturare”, ha ammesso il pilota spagnolo in un’intervista a ‘El Espanol’. A cominciare dagli allenamenti durante il periodo invernale. Dopo una pausa di due settimane Alex Rins si recherà ad Andorra per allenarsi in altitudine” e “siccome sarò da solo mi sforzo di allenarmi tutti i giorni perché non ho distrazioni. Nella scorsa stagione mi sono dovuto operare entrambi gli avambracci per la sindrome compartimentale e non mi ha permesso di dare il 100%. I primi sintomi sono apparsi negli ultimi test pre-campionato a Jerez a cominciare dal braccio sinistro”.

Nonostante ciò ha collezionato due vittorie e otto podi, ma in vista del 2016 il pilota della Kalex ha intenzione di puntare al titolo. Nessun rimpianto per non aver compiuto già il salto nella classe regina, anzi. “A 18 anni non sono pronto per combattere con Marquez, Lorenzo e Rossi. Se salgo in MotoGP voglio combattere con i ragazzi davanti. Ho preferito prendermela comoda e seguire il corso naturale. Penso che ciò che ha fatto Miller è da pazzi. La Moto2 è un’ottima scuola per poi fare il salto in MotoGP”.

E cosa ne pensa dello scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez? “Penso che la situazione sia sfuggita di mano, sia a Rossi che a Marquez – ha dichiarato Alex Rins -. Avrebbero dovuto chiarire tutto in Malesia perché il nostro sport non è come il calcio, che è ricco di polemiche. Il motociclismo è uno sport di contatto, corpo a corpo, ma la zuffa deve rimanere in pista. Penso che entrambi sono abbastanza intelligenti per fare tabula rasa”.