MotoGP, Matteo Flamigni: “E’ doloroso per come abbiamo perso”

Matteo Flamigni e Valentino Rossi
Matteo Flamigni e Valentino Rossi (getty images)

Matteo Flamigni è il telemetrista della Yamaha di Valentino Rossi dal 2004. Il suo compito è analizzare i dati derivanti dalla centralina, che registra le informazioni provenienti dai sensori installati sulla M1, per poi scaricarli sul computer, studiarle e tentare di intervenire per rendere la moto più competitiva.

Il 45enne ingegnere elettronico al termine del GP di Valencia fu tra i primi a commuoversi per l’impresa sfumata per un soffio: ” Abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità purtroppo non è bastato, non potevamo sapere quello che sarebbe successo davanti”.

A distanza di due settimane Matteo Flamigni parla con i colleghi de ‘Il Resto del Carlino’ in un’intervista esclusiva, dove racconta il suo iter professionale iniziato una ventina di anni fa in Superbike, poi dal 2004 ha iniziato a lavorare con il Dottore, “quando è passato dalla Honda alla Yamaha. Dal 2000 al 2003 ero con Biagi, poi un anno con Melandri”. Inevitabile un accenno alla gara di Valencia dove il sogno è andato in frantumi… “Lavori un anno, a fianco di un pilota del genere, facendo mille sacrifici e perdi tutto nell’ultima gara. È doloroso, per come abbiamo perso”.

Ma resta l’onore di poter lavorare con un fuoriclasse come Valentino Rossi di cui racconta un aneddoto: “Nel 2004 stavo per vincere con Vale il mio primo mondiale. In Malesia, dopo il warm-up, mi dice: ‘Matte, c’è un problema alla moto’. Io mi sono preoccupato, mi sono incupito. E lui, come se niente fosse: ‘La moto non si impenna’. C’era il sistema anti-impennamento e lui già pensava al giro d’onore dell’ultima gara. È così, scherza, c’è un bellissimo rapporto con lui”. Dal prossimo anno ci sarà l’obbligo di riprovare la grande impresa iridata…