Scandalo Volkswagen Usa: 1.000 dollari di risarcimento con il ‘Goodwill Package’

Motore Volkswagen TDI (getty images)
Motore Volkswagen TDI (getty images)

Dopo lo scandalo dieselgate qualcosa inizia a muoversi per quanto riguarda i risarcimenti ai clienti Volkswagen, anche se per il momento riguarda solo il territorio statunitense. Circa 120.000 persone hanno aderito al “Goodwill Package”, il nuovo programma della casa tedesca destinata ai proprietari di auto coinvolte nello scandalo, che prevede un risarcimento di 1.000 dollari e assistenza stradale gratuita per tre anni.

In sostanza il risarcimento verrà accreditato su una carta prepagata, con 500 dollari da spendere nei circuiti Visa e altri 500 dollari da utilizzare presso i concessionari e centri assistenza Volkswagen America.

Secondo l’azienda di Wolfsburg il “Goodwill Package” è solo un primo passo per riguadagnare la fiducia dei clienti, ma due senatori democratici, Ed Markey e Richard Blumenthal hanno definito l’offerta “inadeguata e offensiva”, chiedendo alla Casa di elargire un pieno risarcimento ai clienti per la perdite di valore del veicolo e di cooperare con le indagini a tutto campo.

Michael Horn, CEO di VW America, ha confermato che il piano di richiami è in dirittura d’arrivo. Solo negli Stati Uniti saranno oltre 480 mila le auto alle quali dovranno essere apportati degli interventi correttivi sia al software che al motore: il richiamo riguarda le auto con motori 2.0 litri dei modelli prodotti negli anni 2009-2015

Intanto il Gruppo Volkswagen per fronteggiare l’enorme spesa del diesegate ha deciso di tagliare gli investimenti fino a un massimo di 12 miliardi di euro per il 2016. Il CEO Matthias Mueller ha annunciato che “tutto ciò che non è necessario sarà cancellato o rimandato… assegneremo con grande attenzione una scala di priorità a tutti gli investimenti e alle spese previste”, ma si proseguirà con gli investimenti sulle tecnologie alternative: “Non faremo l’errore di risparmiare sul nostro futuro, per questa ragione prevediamo di aumentare ulteriormente le spese per lo sviluppo di mobilità elettrica e digitalizzazione”.