MotoGP, Shuhei Nakamoto: “Honda ha commesso un grave errore”

Shuhei Nakamoto (Getty Images)
Shuhei Nakamoto (Getty Images)

Dopo il finale di stagione all’insegna delle polemiche in casa Honda è tempo di tracciare il bilancio finale e c’è ben poco da sorridere, nonostante i trionfi nelle passate stagioni. HRC si lecca le ferite dopo gli errori commessi dai tecnici (il nuovo telaio) e da Marc Marquez (5 cadute), senza dimenticare la sfortuna che ha colpito Dani Pedrosa, costretto ad un intervento chirurgico nelle prime battute del campionato.

E’ vero che Marquez ha conquistato cinque vittorie, ma i piloti Yamaha hanno realizzato una doppietta che deve suonare come campanello d’allarme per il 2016, perchè altri errori non possono essere ammessi. Dopo il GP di Assen (troppo tardi!) la Honda ha migliorato il telaio della RC231V con un nuovo forcellone e migliorato la stabilità. Inoltre, si è cercato di domare il motore aggressivo con un nuovo sistema di scarico ed ulteriori espedienti elettronici.

Il Vice Presidente HRC Shuhei Nakamoto fa un’analisi della stagione appena finita in un’intervista riportata da Speedweek.com: “Quest’anno non è andata così bene come ci aspettavamo. Il problema principale era la caratteristica del motore di quest’anno. Già nei test di Valencia lo scorso anno Marc e Dani non erano contenti. Abbiamo provato diverse cose per portare un motore migliore nel test di Sepang durante l’inverno. A Sepang il ritmo di Marc e Dani era buono, quindi siamo rimasti soddisfatti. Questo è stato il nostro più grande errore”.

Le alte temperature e l’umidità riscontrata nei test di Sepang elevata depotenziavano il motore aggressivo della Honda lasciando intendere che i problemi fossero risolti. Ma in condizioni climatiche normali i difetti della RC213V sono tornati a galla: “Pertanto, il motore in Qatar ha dato ancora una sensazione molto aggressiva – ha proseguito Shuhei Nakamoto -. Ben presto abbiamo cambiato lo scarico, modificando l’elettronica, mentre Marc è tornato al telaio 2014. Motore di quest’anno non era abbastanza delicato. Pertanto non solo Dani e Marc, ma anche Cal e Scott hanno avuto problemi con i tempi sul giro veloce”.