MotoGP, Jorge Lorenzo: “Valentino non può avere sempre ragione”

Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (Getty Images)

Dopo la vittoria del quinto titolo mondiale Jorge Lorenzo si gode la gloria in un susseguirsi di eventi mediatici e promozionali, prima di potersi concedere una pausa di relax e tornarsi ad allenare in vista della prossima stagione della MotoGP. Il pilota Yamaha ricostruisce l’iter che lo ha portato fino al titolo iridato, dall’inconveniente con il casco in Qatar, fino all’influenza che lo ha colpito nel week-end di Austin e l’errore delle gomme in Argentina.

“Mi sono ritrovato 29 punti dietro il leader del Campionato e avevo bisogno di reagire al più presto, così a Jerez mi sono detto “ok Jorge, devi solo andare lì e guidare al meglio, senza pensare, solo seguendo il tuo istinto” e questo è quello che ho fatto! Ha funzionato tutto alla perfezione e da lì è stato l’inizio di tutto”, ha raccontato Lorenzo a MotoGP.com.

“Valentino è stato sempre molto intelligente nel parlare ai media, ma non si può avere sempre ragione. Devi capire cos’è la cosa migliore da fare o da dire. È ovvio che i rapporti siano diventati un pò più tesi, specialmente dopo Sepang, dove entrambi abbiamo espresso la nostra opinione. Penso che il passato si dimentica e in futuro tutto tornerà alla normalità”.

A Valencia Jorge Lorenzo ha messo a segno la gara perfetta di cui necessitava per aggiudicarsi il Mondiale. “Sapevo che Valentino sarebbe finito quarto e che se Marc o Dani mi passavano, il mondiale era perso. Mi sono messo a pregare che non accadesse nulla. Ma non immaginavo che anche loro avevano gli stessi problemi con l’anteriore a fine gara e abbiamo vinto gara e Campionato all’ultimo round! Nella maniera più drammatica ed emozionante”.

Poca conta se Valentino Rossi sia stato sconfitto partendo dall’ultima fila nella gara decisiva dell’anno: “L’unica cosa che posso dire è che sono stato il ​​pilota con più vittorie quest’anno, cinque pole position, oltre duecentosettanta giri in testa alla gara contro i cinquanta di Valentino e tante altre sessioni di libere sempre leader, in prima posizione … E poi arriviamo a Valencia e di colpo arrivano: pole position, giro veloce in gara e vittoria – ha concluso il pilota maiorchino -. La maniera più difficile e consistente di dimostrare a tutti che mi sono meritato il titolo mondiale.”