Terrore a Parigi: l’Isis rivendica l’attacco, almeno 127 morti

(getty images)
(getty images)

Il giorno dopo la notte di sangue Parigi conta le vittime del terrore: il bilancio provvisorio è salito a 127 morti e 200 feriti, vittime di sei attentati, il più cruento dei quali al Bataclan, sala per concerti non distante dalla sede di Charlie Hebdo. Poi i colpi di kalashnikov si sono uditi in un ristorante e in un bar del X arrondissement, granate intorno allo Stade de France dove era in corso l’amichevole Francia-Germania, spari a Beaumarchais e in altre due strade. Otto i terroristi morti (sei si sono fatti esplodere), altri sono in fuga.

L’attacco più sanguinoso è quello al Bataclan, dove in 1.500 assistevano al concerto del gruppo americano Eagles of Death Metal: qui hanno agito in quattro, che sarebbero gli stessi che prima hanno aperto il fuoco nei bar e nei ristoranti nelle vicinanze. Una volta entrati nel teatro al grido di ‘Allah è grande’ hanno iniziato a sparare con un fucile a pompa sulle persone indifese che erano giunte lì per assistere al concerto. “Hanno ucciso a freddo molti ostaggi, ad uno ad uno. Poi ricaricavano e ne uccidevano altri. Hanno ricaricato le armi tre o quattro volte”, ha raccontato un testimone a ‘Le Figaro’.

Il presidente François Hollande annuncia lo stato d’emergenza e la chiusura delle frontiere, oltre alla mobilitazione di 1.500 soldati per le strade della capitale. “Ci sono decine e decine di morti, numerosi feriti. Abbiamo dichiarato lo stato d’urgenza in tutto il territorio, come prima misura – ha detto il premier francese -. La seconda è la chiusura delle frontiere, per fare in modo che le persone responsabili di tutto questo possano essere catturate. Sappiamo da dove viene questo attacco”.