Scandalo Volkswagen: nuove accuse dall’EPA sulle altre motorizzazioni

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(getty images)

Nuovi accertamenti da parte dell’EPA, Environmental Protection Agency, ai danni della Volkswagen e non solo, perché se quanto confermato fosse vero verrebbero tirate in ballo altre case automobilistiche controllate sempre dal Gruppo Volkswagen, come Porsche e Audi.

L’EPA ha continuato i suoi test anche con altri modelli Volkswagen, equipaggiati sempre con motorizzazioni turbodiesel, da dove sono emerse nuove irregolarità e di conseguenza ha fatto scaturire una seconda notifica di violazione della legge sull’ambiente, detta “Clean Air Act”, dovuta all’individuazione del software incriminato anche in un’altra motorizzazione, il famoso 3.0 litri turbodiesel che equipaggia le vetture Volkswagen Touareg model year 2014, la Porsche Cayenne model year 2015, e l’Audi con l’A6 Quattro my 2016, l’Audi A7 Quattro, l’A8, l’A8L e il SUV Q5.

Lo scandalo del cosiddetto “Dieselgate”, cioè l’alterazione del software di gestione motore in grado di contenere nei limiti di legge le emissioni di NOx durante i test di omologazione, per poi liberarli durante il normale uso stradale, sembrerebbe non arrestarsi più.

Nello specifico, durante i test effettuati dall’EPA assieme all’ente californiano per l’ambiente e a quello analogo canadese è scaturito un risultato simile a quello delle motorizzazione da 2.0 litri, che subito dopo la fine dei controlli di rilevamento dei consumi e delle emissioni, si determina un reset dei parametri di funzionamento del motore, passando dalla modalità chiamata “temperature conditioning” a quella “normal mode” con conseguente variazione delle emissioni.

Facendo test specifici sulle vetture con motore 3.0 litri, è emersa l’esistenza di software ausiliari per il controllo delle emissioni (AECD: Auxiliary Emission Control Devices) non comunicati in fase di omologazione delle vetture.

Ma il Gruppo Volkswagen contesta le accuse dell’EPA, dichiarando “che non è stato installato alcun software sui modelli 3 litri V6 diesel per modificare in modo illegale i valori” dei test antismog, dicendosi pronta a collaborare con l’EPA per “chiarire completamente” la nuova questione, come riportato dall’Ansa.