MotoGP, Valentino Rossi ricorre al Tas: l’ultima chance per evitare l’ultima fila a Valencia

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

Per il GP di Valencia in tanti speravano di assistere ad una sfida ad armi pari tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Ma la penalità inflitta dalla Direzione Gara dopo i fatti di Sepang, costringerà il Dottore a partire dall’ultima fila e cercare una rimonta che ha quasi dell’impossibile. Tornare indietro non è possibile, o forse sì!

Il team Movistar Yamaha subito dopo la decisione dei commissari aveva presentato ricorso contro i tre punti di penalizzazione, subito respinto dalla Federazione Motociclistica Internazionale. Ma c’è ancora una piccola speranza di poter tornare indietro e si chiama Tas, il tribunale arbitrale dello Sport con sede a Losanna, in Svizzera. Secondo indiscrezioni l’iniziativa sarebbe nata dallo staff di Valentino Rossi, anche se la Yamaha nega, e mira a togliere uno dei tre punti di penalizzazione.

Il campione di Tavullia sarà costretto a partire dall’ultima posizione perchè finora ha accumulato quattro punti sulla licenza. Una riduzione di un solo punto gli consentirebbe di giocarsela alla pari con Jorge Lorenzo e gli altri piloti. Un iter che sembra irto e difficile, dato che bisogna prima ottenere il via libera della Fim ed oggi è l’ultimo giorno utile per procedere, ma pare che i legali di Rossi abbiano presentato un ampio dossier costituito di foto e video che potrebbero far ricredere su quanto accaduto nel corso del settimo giro del GP di Sepang.

Secondo gli esperti difficilmente il ricorso verrà accolto: ad esempio quello presentato da Max Biaggi nel 1998 per la vicenda della bandiera nera di Barcellona fu rigettato. In certi casi la pena potrebbe essere persino inasprita. Ma vale la pena provarci.

 

La lettera del presidente della FMI

Il presidente della Federazione Motociclistica Italiana ha diffuso una lettera aperta dove invita al fair play e a moderare i toni in vista dell’ultimo Gran Premio al Ricardo Tormo di Valencia. “Ci stiamo allontanando dalla tradizione di sportività che orgogliosamente fa parte del patrimonio del motociclismo – ha scritto Ippolito -. Ogni individuo ha il diritto di esprimere le proprie idee. Ma le parole e le azioni hanno sempre delle conseguenze. Ogni individuo deve assumersene la responsabilità. I piloti, in primis, devono essere consapevoli di questo. Ognuno di loro ha migliaia di appassionati che seguono le loro gesta in pista e ascoltano quello che dicono fuori pista. Per questo motivo, noi li guardiamo, non solo in questo Campionato, ma in tutte le nostre discipline, per impostare il miglior esempio di ciò che il nostro sport dovrebbe e aspira ad essere”.

Il presidente della FMI punta l’indice anche contro i team e gli sponsor dei piloti che hanno gettato benzina sul fuoco: “Quali che siano le ragioni e i torti della questione, se qualcuno alimenta inutilmente delle polemiche su eventi o decisioni in maniera del tutto errata, sta creando un danno allo sport, a scapito di tutta la nostra comunità e tutte le cose buone che abbiamo offerto sempre. I piloti, le squadre, i costruttori e gli sponsor dovrebbero non solo rispettare le regole ma devono accettare le decisioni dei funzionari, qualunque esse siano. In caso contrario, stanno contribuendo all’anarchia e minando lo sviluppo futuro del nostro sport”.

E conclude: “A nome della FIM e di tutti coloro che fanno del loro meglio per far sì che si giunga ad una felice conclusione di questo Campionato, esprimo la speranza che al prossimo e ultimo round di Valencia i piloti si sfideranno in pista, rispettando pienamente lo spirito del fair play”.