Jeremy Clarkson nei guai: rischia 3 anni di carcere in Argentina

Jeremy Clarkson (Getty Images)
Jeremy Clarkson (Getty Images)

 

Era l’ottobe 2014 quando Jeremy Clarkson e la troupe di Top Gear furono costretti ad abbandonare in fretta e furia l’Argentina dopo essere stati minacciati da un gruppo di cittadini nel sud del Paese. I responsabili del programma – che si trovavano lì per realizzare lo speciale natalizio – avrebbero modificato illegalmente la sigla di una targa. Ora le autorità argentine hanno disposto un’indagine per accertare la dinamica i fatti e individuare le relative responsabilità.

 

Il “caso” si riapre

Dopo quell'”incidente” Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond fuggirono dal paese in aereo, ma 30 membri della troupe vennero presi letteralmente a pietrate dalla folla inferocita.

La rabbia dei cittadini era motivata da quella che va considerata una provocazione bell’e buona: la Porsche 928 guidata da Jezza recava la targa H928 FKL, che fa riferimento all’anno (1982) ed al luogo (le Isole Falkland) della guerra fra Regno Unito ed Argentina.

Il caso è tornato d’attualità dopo la decisione assunta da tre giudici d’appello, che hanno ordinato al procuratore statale di avviare le indagini contro Jeremy Clarkson e i responsabili della trasmissione, nonostante lo stesso procuratore avesse rigettato la proposta di un giudice locale, sostenendo che questi ultimi non avessero agito in cattiva fede.

L’accusa ai loro danni sarà di falsificazione, in quanto avrebbero “falsificato, alterato o soppresso il numero di un oggetto registrato in accordo con la legge”. Il reato è punibile con una sanzione massima di tre anni di carcere. Da Top Gear si giustificano parlando di un terribile malinteso, ma il procuratore non è dello stesso avviso e ha criticato i responsabili della trasmissione per il loro comportamento “arrogante e irrispettoso”.