MotoGP, Graziano Rossi: “Gli spagnoli sono i padroni di questo sport”

Graziano Rossi (Getty Images)
Graziano Rossi (Getty Images)

C’è tanta amarezza, delusione e rabbia tra i tifosi di Valentino Rossi dopo il Gran Premio di Sepang e la decisione di penalizzarlo con l’ultima posizione in griglia di partenza nel round finale di Valencia. Tra due settimane serve un autentico miracolo, quell’impresa leggendaria che può far diventare il Dottore un eroe. Ammesso che i miracoli possano avvenire in pista…

Valentino respinge l’accusa di aver dato un calcio a Marc Marquez, sostiene quasi il contrario, di essere stato toccato con il manubrio della Honda e che quando ha alzato il piede l’avversario era già sull’asfalto, come dimostrano le immagini girate dall’elicottero.

“Marc mi colpisce alla coscia sinistra con il manubrio destro e comincia a scivolare, solo dopo io perdo il piede sinistro dalla pedana – ha spiegato il pilota di Tavullia -. Io volevo solo rallentarlo, non è stato un fallo di reazione.Non volevo farlo cadere. Se gli avessi voluto tirare un calcio l’avrei fatto 40 metri prima quando eravamo attaccati”. E poi è difficile gettare a terra una MotoGP con una semplice pedata, troppo pesante la moto e le gomme hanno sin troppa aderenza per rendere possibile tale ipotesi.

Graziano Rossi va giù duro e sostiene la tesi del complotto spagnolo: “Gli organizzatori del Mondiale sono spagnoli, e hanno lasciato che Marquez continuasse a ostacolare Valentino come aveva fatto in Australia: un fatto gravissimo”, ha dichiarato all’Ansa. “Fossi un pilota non mi sentirei protetto dopo una cosa del genere. Sono gli spagnoli i ‘padroni’ di questo sport – ha aggiunto il papà di Valentino Rossi -, e hanno lasciato Marquez inseguire il suo unico obiettivo: non far vincere Valentino”.