MotoGP, Paolo Simoncelli: “Marco come Iannone, avrebbe superato Valentino”

Paolo Simoncelli
Paolo Simoncelli (getty images)

A quattro anni di distanza dalla morte di Marco Simoncelli il suo ricordo resta vivo, non solo per quanto fatto dal Sic in pista, ma anche per i progetti portati avanti, in corso e in divenire, grazie soprattutto alla grande forza di volontà di papà Paolo.

Quel maledetto 23 ottobre di quattro anni fa c’era anche lui a Sepang e le immagini dell’incidente fatale sono irremovibili dalla sua mente. Nonostante tutto va avanti e dal 2017 esordirà come team manager della scuderia Sic58 che prenderà parte al Mondiale di Moto3.

“Molti team hanno problemi economici. Io ho potuto realizzare questo sogno e posso permettermi di dare la possibilità a dei ragazzi di iniziare a gareggiare, perché ho fatto una telefonata agli sponsor storici di Marco e loro mi hanno aiutato subito – ha spiegato Paolo Simoncelli al ‘Corriere dello Sport’ -. Senza di loro non avrei potuto fare niente… Nel 2017 gareggeremo nel mondiale Moto3. Non serve andare oltre. Idealmente io vorrei costruire un percorso per portare i giovani talenti al mondiale, partendo dal basso. Siamo a buon punto, perché già oggi siamo presenti sia nel CEV, sia nel CIV, le due più importanti vetrine nazionali”.

Un modo per far continuare a vivere Marco Simoncelli, realizzando quelli che erano i suoi sogni e progetti: “Ne sono convinto ed è una delle cose che mi fa più felice. Già adesso, quando giriamo l’Italia e la Spagna con i nostri camion, ci sono tantissimi genitori che si avvicinano a me con i loro bambini spiegando loro che sono il babbo del Sic. Sono sicuro che farà tanto piacere anche a Marco”, ha spiegato il papà del Sic a Panorama.it.

Da qualche tempo Paolo Simoncelli ha ricominciato a guardare le gare in tv, come quella a Phillip Island, un circuito che tanto piaceva al Sic. E ha commentato il tanto criticato sorpasso di Andrea Iannone ai danni di Valentino Rossi… “I tifosi non capiscono un cazzo. Marco avrebbe fatto uguale”. E i tifosi si sarebbero schierati contro il pilota di Coriano? “Non credo: i tifosi di Vale erano anche tifosi suoi, vista l’amicizia. E sarebbe resistita. Vale racconta che quando aveva la gamba rotta, Marco andava a trovarlo. Gli voleva bene”.