Nigel Mansell: “Hamilton senza avversari. Vettel merita una Ferrari da titolo”

Nigel Mansell
Nigel Mansell (Getty Images)

Nigel Mansell è stato uno dei più forti piloti della Formula1 degli ultimi 25 anni, ha vinto il titolo mondiale una volta (nel 1992 con la Williams) e in ben tre occasioni è arrivato secondo. Ha corso per Lotus, Williams, Ferrari e McLaren fino all’età di 41 anni. Una carriera lunga e ricca di vittorie la sua, anche se l’inglese ha il rammarico di non trionfato almeno un’altra volta nel grande Circus delle quattro ruote. La opinione nel paddock della F1 viene considerata sempre molto autorevole e non a caso La Gazzetta dello Sport è andata a intervistarlo per parlare di diversi temi di attualità, ma anche del futuro della competizione.

Per quanto riguarda il riscatto della Ferrari in questo 2015 dopo un 2014 disastroso ha dichiarato di non essere stupito: “No, me lo aspettavo. La Ferrari è una delle poche squadre che può sempre sorprendere. Tre vittorie e tanti podi sono un grande bottino, ma l’anno prossimo può fare anche meglio. Mi auguro che diano a Vettel una macchina da titolo”. Su Sebastian Vettel stesso ha un’ottima opinione: “Un bravo ragazzo, che ha realizzato un’impresa vincendo 4 Mondiali da giovanissimo e ora sta facendo un lavoro incredibile a Maranello”.

Successivamente l’ex pilota parla di Lewis Hamilton, che da due anni sta praticamente dominando e che non ha rivali neppure all’interno del box Mercedes: “Ha un grande team, vince con poca opposizione e perciò gli riesce tutto facile. Si diverte ed è rilassato. Rosberg è stato frenato dai problemi di affidabilità, ma ha gareggiato troppo in difesa. Servirebbe una Ferrari più vicina alle Mercedes e in generale più concorrenza, come nella mia epoca, quando Senna, Prost, Piquet e io eravamo sempre in lotta”.

Nigel Mansell tocca poi un tema molto importante, quello del regolamento della Formula1 moderna, che anche secondo lui andrebbe rivisto completamente per favorire lo spettacolo e far emergere quali sono le reali qualità di ciascun pilota: “Devono cambiare le regole, lo dico da molti anni. Ai miei tempi eri fortunato se avevi tre ingegneri, oggi ai box ce ne sono trenta. Le auto avevano gomme più larghe e con più grip, ma scivolavano in curva e il pilota poteva tirare fuori il suo stile. Oggi sono docili da guidare, il muretto ti dice che cosa fare in ogni momento e i piloti non hanno più la possibilità di esprimersi. Se guidi in modo aggressivo, fai fuori le gomme, quindi devi andare più piano. E dispositivi come l’ala mobile (il Drs; n.d.r. ) sono una follia: che abilità c’è a sorpassare così?”. Non gli si può certo dare torto. Tutti i tifosi chiedono un’autentica rivoluzione, ma i vertici della F1 non sono così convinte di cambiare troppo radicalmente la situazione.