Bernie Ecclestone: “La Formula 1 ha bisogno di una rivoluzione”

Bernie Ecclestone
Bernie Ecclestone (getty images)

La Formula 1 è in crisi, il pubblico cala e quindi c’è bisogno di una rivoluzione imminente per salvare uno sport che rischia di diventare di nicchia. A lanciare l’allarme è il quasi 85enne patron del Circus Bernie Ecclestone che dai microfoni della tv tedesca ZDF paragona la F1 ad una vecchia casa vittoriana che necessita un restauro e confessa: “È ora di un completo ripensamento della F1. Bisognerebbe strappare il libro delle regole e insieme a poche persone competenti riscriverlo completamente”.

Troppo potere all’ingegneria, troppo poco ai piloti, “il lavoro degli ingegneri conta troppo. Quando le monoposto sono in pista dovrebbe valere solo la prestazione del pilota, ma oggi non è così”. Tanto di cappello per Lewis Hamilton e la scuderia Mercedes, capace di sbaragliare la concorrenza in questi ultimi anni, ma le gare sono diventate noiose, monotone, seguite da un pubblico sempre più esiguo e che rischia di estinguersi. “Con questo non sto dicendo che Lewis non sia un driver super, ma che la sua monoposto lo aiuta molto – ha aggiunto Bernie Ecclestone -. Mi piacerebbe vederlo in una vettura GP2 con i piloti della GP2. Non sto dicendo che non avrebbe vinto, ma sarebbe interessante”.

Secondo il patron della Formula 1 il miglior pilota di tutti i tempi è Alain Prost, “capace di preparare la macchina come pochi in un’era in cui la tecnologia non era ancora così decisiva”. Intanto dall’Austria rilanciano in maniera decisa la candidatura di Niki Lauda a successore di Ecclestone alla guida del Circus, anche se non sembra intenzionato a mollare il “giocattolo”. Ma le voci critiche nei suoi confronti si fanno sempre più insistenti. Dieter Zetsche, CEO di Mercedes, ha esplicitamente criticato la strategia di comunicazione di mister Bernie su ‘Sport-Bild’: “Non utilizza l’intero potenziale della F1. Abbiamo i canali per comunicare con i fan e non vengono sufficientemente utilizzati”.