MotoGP, Kenny Roberts: “Valentino Rossi userà la guerra psicologica”

Kenny Roberts
Kenny Roberts (getty images)

Dopo una carriera durate 1o anni nel Motomondiale Kenny Roberts ha conquistato tre titoli iridati consecutivi nella classe 500, dal 1978 al 1980. L’ex campione statunitense dopo il suo ritiro dalle corse avvenuto nel 1987 non ha abbandonato il mondo delle due ruote ed è diventato team manager di alcune squadre minori fino al 2007, avviando alla carriera motociclistica i suoi due figli Kenny Junior e Kurtis, il primo dei quali è divenuto campione del mondo nel 2000.

Kenny Roberts, durante i primi anni della sua attività da manager, era solito far correre modelli Yamaha per poi separarsi dalla casa giapponese e formare un team autonomo. Motivo per cui guarda con attenzione alla sfida di quest’anno tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

“La Yamaha ha fatto un ottimo lavoro. Honda ha fatto un errore. Ogni volta che ho visto Marquez era fuori controllo e che quest’anno vada fuori controllo lo dimostrano le cadute – ha detto il tre volte campione iridato al ‘Marca‘ -. HRC deve fare qualcosa, non si sa se farà meglio o peggio, ma non può restare così”. Il campione di Cervera ha il potenziale per vincere altri titoli iridati, “ma molto dipenderà dal lavoro degli ingegneri Honda”.

Ritornando alla sfida in casa Movistar Yamaha Kenny Roberts parla di Valentino Rossi… “L’unico errore è stato il suo progetto con la Ducati. Yamaha ha sempre vinto… È da molto tempo un professionista in questo sport. E’ impressionante.
Anche la velocità di Jorge è impressionante. È in grado di vincere con due secondi. Non potrei mai fare quello che fa, ho sempre dovuto lottare fino alla fine. Non è mai stato in grado di mantenere sempre due secondi. Il suo modo di volare è impressionante”.

Ma il campione di Tavullia ha l’arma psicologica in più da poter sfruttare nella sfida con il suo compagno di squadra ed eterno rivale: “Valentino è molto bravo in questo. Non c’è nessuno meglio di lui in questo. Userà questa esperienza in questo gioco. Conosce meglio di chiunque altro cosa fare e cosa si può fare”.