Scandalo Volkswagen: perquisite le sedi di Verona e Lamborghini, esulta il Codacons

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Stamane nella sede della Volkswagen Group a Verona sono state avviate delle perquisizioni ad opera della Guardia di Finanza su ordine della procura di Verona che ipotizza il reato di frode in commercio. Secondo quanto riferito dall’Ansa nel registro degli indagati sono già stati iscritti alcuni nomi di personaggi al vertice del management. Inoltre sono in corso delle perquisizioni anche nella sede bolognese della Lamborghini, in quanto il marchio del Toro fa parte della casa automobilistica tedesca.

Il Codacons accoglie con entusiasmo l’apertura di un’inchiesta : “E’ stata accolta in pieno la nostra istanza. Solo pochi giorni fa avevamo chiesto di disporre perquisizioni a tappeto nelle sedi italiane di Volkswagen e presso le abitazioni private di dipendenti e manager, allo scopo di acquisire documentazione circa lo scandalo delle emissioni falsificate, al pari di quanto disposto dalla magistratura tedesca. La nostra ipotesi – prosegue Carlo Rienzi del Codacons, come riportato dall’Ansa – era proprio quella di una possibile frode in commercio a danno dei consumatori, per la quale ci siamo rivolti alla magistratura e all’Antitrust”.

Nella giornata di ieri è apparso in Senato l’ad di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, garantendo che il colosso tedesco non cambierà il piano di investimenti previsto per l’Italia e che “il numero di veicoli attualmente sospesi in via cautelativa finché non sarà fatta chiarezza è di circa 1.300”. Nordio ha aggiunto che la casa madre in Germania “sta sviluppando una soluzione tecnica per la sostituzione di hardware all’interno del motore” per le auto di cilindrata 1.6 e 1.8 della classe di motori EA 189.

Intanto Volkswagen, a mezzo stampa, si è rivolta ai suoi clienti con una lettera aperta: “Recentemente abbiamo commesso un grave errore, abbiamo compromesso il rapporto di fiducia che da sempre ci lega. Chiediamo scusa a tutti, in primo luogo a voi”.