“Il pilota più intelligente? Valentino Rossi”. Parola dei medici del paddock

Valentino Rossi (Getty Images)
Valentino Rossi (Getty Images)

 

Oltre ad essere il pilota più longevo in lizza per il titolo di Campione del Mondo della MotoGP 2015, Valentino Rossi è anche il più intelligente e quello che sa meglio gestire lo stress e la “paura” in gara. A sostenerlo sono i medici che seguono – sembra un gioco di parole – il Dottore nei suoi spostamenti da un round del Motomondiale all’altro.

 

Il fattore “testa”

Da quest’anno, Ángel Charte è il principale responsabile a livello medico del campionato, e in particolare dell’Unità di intervento rapido. Coordina tra l’altro dal 2015 la Clinica Mobile, l'”ambulatorio” del paddock, guidata da Michele Zasa. Ebbene, il giudizio dei due esperti sul Campione di Tavullia è netto e chiaro: il pilota più intelligente di tutti, “senza fare nomi, è quello che ha vinto di più in carriera; che nonostante l’età che avanza continuano a salire sul podio e non si fanno male”, afferma Zasa, interpellato dai colleghi di Marca.com. Insomma, Valentino Rossi? “Sì”, risponde. “Siamo d’accordo”, conferma Charte.

Naturalmente, si tratta di un’intelligenza particolare. “Abbiamo superato un test internazionale e tra le domande che vengono poste, ci sono quelle relative agli studi dei piloti – racconta Charte – . I piloti con studi universitari hanno poco successo. Hanno meno “testa” di quelli con un livello di istruzione inferiore, ma che sono cresciuti in sella alla moto. Non è una teoria scientifica e non sono in grado di dimostrarla. Ho notato che molti giovani figli di meccanici o con pochi studi alle spalle sanno essere incredibilmente freddi e razionali. Alcuni di loro non sarebbero in grdo di cambiare un biglietto aereo, ma riescono a gestire una grande carriera. Se li si sottopone a un test psicologico, per esempio, sono loro ad avere la meglio”.

“E’ come nella vita – gli fa eco Zasa – . La cultura non è intelligenza. Il loro quoziente intellettivo si misura in pista: in base alla velocità a cui spingono la moto e alle decisioni che prendono”.

Il nove volte Campione del Mondo è dotato di un’ulteriore virtù. “La capacità di gestire la paura – dice il medico catalano – . E i piloti ne hanno molta. Valentino è un mago da questo punto di vista. Misura tutto quello che fa. Anche Marquez sa gestirla molto bene”, dice il medico catalano. “Qui tutti hanno paura”, conferma l’italiano.

Entrambi i medici non sono d’accordo con le teorie di altri colleghi secondo cui Valentino Rossi, con l’età, ha migliorato la propria capacità di resistenza a discapito dell'”esplosività”. “La gente vede in TV, ma non sempre sa che si allena moltissimo. E’ un pilota molto intelligente e ha capito che si deve allenare più di quando aveva 20 anni. Perché il livello è più alto”, spiega Zasa. “L’età è una legge del nostro corpo. Avendo 36 anni, deve allenarsi con estremo rigore e frequenza per mantenere la sua forma, perché il fisico si va indebolendo. E’ una cosa normale”, aggiunge Charte. “Per guidare una moto, però, la cosa più importante è la testa”, puntualizza Zasa.

E’ questo a rendere i rider diversi dalla gente comune? Sì, ma non solo, spiegano i due medici. “E’ vero che sono speciali – premette Charte – . Hanno riflessi straordinari rispetto all’uomo della strada, e altre qualità di cui i loro coetanei soo privi. Le loro abilità sono state acquisite correndo sin da piccoli. Cadendo e sentendo il desiderio di correre già il giorno dopo. Io stesso sono rimasto sorpreso nell’apprenderlo”. “I riflessi possono essere allenati – osserva invece Zasa – . Ciò che li rende diversi è il desiderio di vincere. I migliori sono quelli che vuole vincere sempre e comunque: alla PlayStation, kart o in qualsiasi altra competizione”. Insomma, il primo è sempre lui…