Fca “lancia” Ferrari a Wall Street: vale 10 miliardi di dollari

Sergio Marchionne (Getty Images)
Sergio Marchionne (Getty Images)

 

Un totale di 17.175.000 azioni ordinarie da collocare a un prezzo tra 48 e 52 dollari per azione (ovvero circa 42 e 45 euro al cambio attuale). E’ con questi numeri che Fca lancia l’offerta pubblica iniziale (Ipo) Ferrari a Wall Street. L’azienda fa il suo ingresso alla Borsa di New York  con un valore di circa 10 miliardi di dollari. I dettagli dell’operazione sono illustrati in una nota dove si precisa che la società darà anche l’opportunità alle banche collocatrici dell’opzione per l’acquisto da Fca di 1.717.150 azioni ordinarie, pari a circa l’1% del capitale.

FCA, che attualmente detiene il 90% del capitale di Ferrari, collocherà una quota pari a circa il 9%. In pratica Ferrari non vende alcuna azione e non riceverà alcun ricavo dalla vendita delle azioni ordinarie. Quando l’offerta sarà completata, FCA prevede di distribuire il suo 80% in Ferrari ai propri azionisti (si parla dell’inizio del 2016).

 

Via al tour de force

L’Ipo di Ferrari parte sotto i migliori auspici, all’indomani del secondo posto di Sebastian Vettel al Gran Premio di Russia. Non a caso le azioni del Cavallino Rampante saranno negioziate presso il New York Stock Exchange sotto il simbolo RACE.

La data di inizio del collocamento delle azioni Ferrari alla Borsa di New York non è stata ancora resa nota, ma negli Usa si ipotizza che possa essere mercoledì 21 ottobre, e comunque entro fine mese. Oggi parte intanto il road show dell’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne, presso gli investitori americani. Un tour de force che in realtà è iniziato già da tempo attraverso il coinvolgimento di grandi investitori in eventi “targati” Ferrari, l’ultimo giovedì scorso a Modena presso la casa museo di Enzo Ferrari, dove lo stesso Marchionne e John Elkann hanno accolto il premier Matteo Renzi.

Secondo le previsioni già rese note (si tratta “unicamente di stime del management basate sulle informazioni al momento disponibili” perché “i risultati consolidati netti non sono ancora disponibili”), Ferrari – la cui valutazione complessiva è stimata in circa 10 miliardi di dollari – chiuderà il terzo trimestre 2015 con ricavi consolidati netti tra 720 e 730 milioni di euro, Ebit tra 140 e 145 milioni, Ebitda tra 210 e 215 milioni.

Nonostante la bufera sui giudizi di “rating” emessi sul settore auto dopo lo scandalo Volkswagen, si prevede che per Ferrari il mercato sia disposto a fare un’eccezione: la richiesta, quando suonerà la campanella di Wall Street nel primo giorno di quotazione, sarà probabilmente molto superiore all’attesa.

Come già ricordato da Tuttomotoriweb, all’inizio del 2016 Ferrari sarà separata da Fca e passerà sotto il controllo di Exor, la holding della famiglia Agnelli dove è presente la maggioranza relativa di Fca, con una quota del 24%. Il 10% delle azioni rimarrà a Piero Ferrari.