MotoGP Giappone, Dani Pedrosa: “Yamaha era veloce, abbiamo sfruttato la pioggia”

Dani Pedrosa
Dani Pedrosa (getty images)

Tra i due litiganti il terzo gode! Quando la gara sembrava avviarsi verso un’altra vittoria di Jorge Lorenzo seguito da Valentino Rossi, Dani Pedrosa ha rivitalizzato una gara che sembrava a tratti noiosa, recuperando una manciata di secondi in pochissimi giri. L’usura della gomma anteriore di Lorenzo ha rallentato il suo passo e il rider della Repsol Honda ci ha creduto fino in fondo e guadagna una delle più belle vittorie della sua carriera, conquistata con saggezza e calma cinica.

“Volevo andare in gara con le gomme dure. Poi ho chiesto un consiglio ai miei meccanici. Dovremmo lasciare il pneumatico così? O cambiare qualcosa? Da una parte, ho pensato: Se voglio contro i top driver, è meglio se uso gli stessi pneumatici. D’altra parte non mi sentivo a mio agio con la gomma posteriore morbida nel giro di allineamento. Così ho deciso all’ultimo minuto per la mescola posteriore più dura”, ha spiegato Dani Pedrosa al termine del GP del Giappone.

E le gomme si sono rivelate il segreto del successo, su un circuito impervio che richiede brusche frenate nel corso dei 24 giri: “Ci sono un sacco di curve dove si deve accelerare bruscamente in prima o seconda marcia. Inoltre, il nostro motore è ancora molto aggressivo quando si manovella il gas. Tuttavia, i miei tempi sul giro non sono stati troppo lenti nella fase iniziale. Ma la Yamaha era estremamente veloce. Non potevo immaginare che avrei potuto prendere questa distanza”.

La costanza ha premiato Dani Pedrosa nella seconda parte di gara e quel doppio sorpasso ai danni delle Yamaha non lo dimenticherà per molto tempo: “Ho cercato di risparmiare le gomme, mi aspettavo la possibilità di un podio. Poi ho superato Valentino e mi chiedevo se potevo ancora prendere Jorge. Lo vedevo davanti a me. Ho guidato costantemente veloce, avvicinandomi giro dopo giro. Sono rimasto calmo e ho scelto altre linee per raffreddare le gomme sul bagnato. Alla fine sono andato più veloce di Jorge e l’ho sorpassato”.

Un successo che Pedrosa vuol dedicare alla squadra, ai tifosi, alla famiglia, all’allenatore e al fisioterapista che lo ha seguito in quest’ultimo difficile periodo dopo l’intervento all’avambraccio. Ma ammette: “La Yamaha qui era molto forte in condizioni di asciutto. Ma la pioggia ci ha dato una possibilità e l’abbiamo sfruttata”.